Storia e cultura della Regione

Nuova emigrazione e ruolo dei giovani

foto2.jpgOggi i flussi in uscita dall’Italia si sono sensibilmente ridotti rispetto agli anni Settanta, l’ultimo periodo di una certa rilevanza per l’emigrazione tradizionale. Nel 2001 hanno lasciato il nostro Paese solo 47 mila italiani, a fronte di 35 mila rimpatri, con un saldo negativo, quindi, di meno di 12 mila unità. Eppure l’emigrazione non si è esaurita, ma continua sotto altre forme al ritmo di circa 50 mila espatri annui. Ad alimentarla, nei tempi più recenti, sono in primo luogo persone dotate di un titolo di studio medio-alto: soprattutto giovani alla ricerca di migliori opportunità di lavoro. Una recente indagine Eurispes sulla propensione degli italiani a trasferirsi all’estero rileva una disponibilità di quasi 38 su cento, percentuale che supera il 50 per cento se riferita ai giovani fino ai 34 anni. L’Asia, con l’esplosione del fenomeno Cina, sembra il continente più stimolante per i giovani desiderosi di varcare il confine.

Appare chiaro, invece, che i giovani italiani nati in emigrazione, pur avendo la cittadinanza italiana, non sono del tutto omologabili a quelli che risiedono in Italia. Sono nati all’estero e lì per lo più passeranno la loro vita. Non intendono affatto rinunciare alla cittadinanza italiana, e del nostro Paese vogliono conoscere meglio la cultura e la lingua, ma sono anche sinceramente attaccati alla terra che ha accolto le loro famiglie e che ha segnato profondamente la loro esistenza. Nel mondo globalizzato di oggi, questi giovani costituiscono un incentivo a inquadrare in maniera più aperta la multidimensionalità dell’essere italiani, e pertanto è soprattutto a loro che si rivolgono con attenzione le Consulte regionali dell’emigrazione.

 

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Pubblicato il 20/02/2012 — ultima modifica 20/02/2012
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