Senza tortellini non è Natale

Che cosa vuol dire essere una rezdora in giro per il mondo? Ce lo raccontano Caterina da Berlino e Bianca da Shanghai!

Si potrebbe dire che il Natale in Emilia-Romagna ha solo un sinonimo: tortellini. Nonne, zie, mamme, a cui ultimamente si è unita anche una nuova generazione di fieri rezdori, non li fanno mai mancare dalla tavola natalizia. I resoconti post pranzo tra amici, coi numeri di bis ostentati quasi fossero un bene per il colesterolo, sono un classico in Emilia e ancora oggi si finisce a discutere pur di affermare la superiorità della propria ricetta.

Sarà perché ormai è parte del nostro DNA, ma del resto anche a Buenos Aires, con 40 gradi all'ombra, con le gocce di sudore sulla fronte, ogni anno il 25 dicembre la nonna rezdora originaria di Zocca tira fuori dal freezer i sacchetti di tortellini preparati nei mesi precedenti e li fa cuocere in brodo. E tutta la famiglia, riunita nel caldo soffocante della piena estate argentina, si gusta i tortellini nel brodo fumante. E che male c'è, dopotutto anche sull'Appennino c'è chi mangia i tortellini in brodo a Ferragosto.

Lo stesso accade a Tokyo, dall’altra parte del globo: la rezdora originaria di Formigine, non potendo tornare in Emilia perché prossima al parto, ha dato istruzioni precise su preparazione e cottura ad amiche italiane e giapponesi. Certo, ogni tortellino ha una forma diversa e alcuni sono anche un po’ sghembi, ma il ripieno, che è quello della tradizione di famiglia, sa proprio di casa. L’esperienza le ha insegnato che se cotti da congelati bisogna stare molto attenti alla temperatura del brodo: non si vuole finire come quella volta che diventò tutto un unico pastone e un commensale di Bologna propose di farci delle Crespelle al tartufo!

Nel frattempo alcune rezdore expat di prima generazione siedono al gate dell'aeroporto di Parigi, di Toronto, di Shanghai, tutte con l'acquolina in bocca, pensando al panino alla Mortadella che mangeranno al bar dell'aeroporto di Bologna appena atterrate, al profumo della magica fetta di salume nel pane comune, che mette subito allegria, e soprattutto agli interminabili pranzi, cene e aperitivi di auguri che le aspettano con la famiglia e la balotta di amici che hanno lasciato a casa.

Casa... un attimo... quale casa? La rezdora si disorienta, casa ormai è alle Azzorre, a Sidney, a Berlino... certo quella nebbiolina dell'Emilia paranoica che ci aspetta e ci coccola con i suoi salumi, le sue crescente, i suoi formaggi, la sua pasta fresca, le sue zuppe inglesi è unica ma insomma, come si fa a non sentirsi a casa ovunque, quando si è davanti a un piatto di tortellini in brodo?

Per chi resta a casa, per chi torna a casa, per tutte le rezdore del mondo, un augurio di buon Natale e buon 2018, che sia confortevole e rinvigorente come un piatto di tortellini!

E in regalo per voi, la nostra ricetta completa:

per tirare la sfoglia,

https://rezdorareloaded.blogspot.de/2013/06/tagliatelle-per-negati.html

per comporre il ripieno,

https://rezdorareloaded.blogspot.de/2013/05/tortellini.html

e infine per fare un signor brodo.

http://rezdorareloaded.blogspot.it/2013/11/il-brodo.html

Auguri!

By Rezdora Expat

Visita il loro Blog! --> http://rezdorareloaded.blogspot.it/p/rezdora-expat.html)

PS. E mi raccomando, geolocalizza il tuo piatto di tortellini su Instagram con l’hashtag #tortelliniforever!

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Pubblicato il 18/12/2017 — ultima modifica 18/12/2017
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