Sancito a Spring Valley (Usa) il gemellaggio con Montecreto

I due comuni legati da un’antica vicenda di emigrazione, che dall’Appennino modenese portò ai villaggi minerari dell’Illinois
Sancito a Spring Valley (Usa) il gemellaggio con Montecreto

Gli amministratori di Spring Valley nella sede del consiglio comunale (al centro, il sindaco Walt Marini)

La settimana scorsa una delegazione di Montecreto (Modena) guidata dal sindaco Maurizio Cadegiani, è stata ricevuta a Spring Valley, una cittadina americana di 3.500 abitanti della contea di Bureau, nello Stato dell’Illinois, dal sindaco Walt Marini per un patto di gemellaggio fra le due località, suggellato il 16 gennaio da una cena di gala con ottanta persone al ristorante Verucchi’s. Alla cena erano presenti anche il deputato Frank Mautino, che ha portato i saluti del Governatore dell'Ilinois agli abitanti di Montecreto, e vari sindaci e amministratori dei comuni limitrofi a Spring Valley. Motivo del gemellaggio tra le due comunità è la vicenda di emigrazione che le collega e che, ad esempio, ha avuto come conseguenza il fatto che in questa zona dell’Illinois ancora oggi si mangino i tortellini “alla modenese”.

La cittadina di Spring Valley, infatti, fondata nel 1884, è stata meta tra il 1890 e il 1910 di numerosi migranti provenienti da tutto il Frignano, arrivati per lavorare nelle miniere di carbone del Northern Illinois. Rimane tristemente famosa, in questo contesto, la tragedia mineraria di Cherry, dove il 13 novembre 1909 perirono 259 lavoratori, tra cui 73 italiani, 44 dei quali provenienti dall'Appennino modenese. Una tragedia che per dimensioni fu, per l'Italia, inferiore solo a quelle di Monongah (West Virginia, 1907), di Dawson (New Mexico, 1913) e di Marcinelle (Belgio,1956).

Un approfondito studio di Giliola Burgoni ha sottratto all’oblio molte e appassionanti storie di persone provenienti da Montecreto e dai comuni limitrofi. Sullo sfondo di queste vicende riportate alla luce resta sempre la tragedia delle miniere di Cherry, con la conferma che una parte della attuale comunità di Spring Valley ha radici sull'Appennino modenese e bolognese, da dove partirono i futuri minatori. Gli emigranti provenienti da Lizzano, Porretta e Gaggio Montano sono rimasti invece a vivere a Ladd, vicino alla miniera.

La visita della delegazione di Montecreto consentirà scambi culturali ed economici tra due luoghi accomunati dalle vicende della storia. Alla cena da Verucchi’s erano presenti anche il consultore Charles Bernardini, presidente dell’associazione Emiliano_Romagnoli dell’Illinois, con sede a Chicago, e vari soci della stessa, come Paolo Silingardi di Sassuolo (Modena), attuale presidente della filiale americana dell’azienda Italvibras di Fanano (Modena) localizzata a Princeton, capoluogo della contea di Bureau.

Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, ha fornito al sindaco di Montecreto, prima della partenza, le informazioni e i contatti per il successo dell’iniziativa, tra cui il libro di Pier Giorgio Ardeni “Dagli Appennini allo Spoon River”, che ricostruisce la storia dell’emigrazione dalla nostra montagna verso i villaggi minerari di La Salle, Ladd, Spring Valley, Dalzell e Cherry (gli ultimi quattro nella contea di Bureau) da parte di contadini e braccianti partiti dalla nostra montagna. La causa di queste partenze fu la povertà, la mancanza di prospettive, una mesta disperazione che convinse molti giovani a varcare l’Oceano e i cancelli del paradiso di Ellis Island per avere un lavoro, uno qualsiasi, anche nelle viscere della terra.

“E’ anche grazie alla risorsa straordinaria rappresentata dagli ‘ambasciatori dell'Emilia Romagna nel mondo’ come i nostri consultori e, in questo caso, Charles Bernardini che si è prodigato per far incontrare gli amministratori di Montecreto, Spring Valley e dei comuni limitrofi, che potremo dare un contributo allo sviluppo delle relazioni economiche delle imprese della nostra regione”, ha commentato Silvia Bartolini.

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Pubblicato il 23/01/2014 — ultima modifica 31/01/2014
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