Rinvio Comites. Garavini: ora promuovere la partecipazione

Per la deputata emiliana eletta in Germania non è incostituzionale il decreto di rinvio delle elezioni come ipotizzato dai 5 Stelle

“Usciamo da un decennio buio per gli italiani all’estero. Anni in cui i Governi della destra si sono rifiutati di indire le elezioni per ben tre volte. Il che significa che per la bellezza di dieci anni non c'è stata nessuna elezione, nessun confronto dell'elettorato all’estero con il rinnovo dei propri organi di rappresentanza territoriali, i Comites. È chiaro che in questo modo, in un certo senso, si è ucciso l’interesse della gente per i Comites. Altrimenti non si spiegherebbe il perché, oltre al numero di elettori che si sono iscritti per votare, anche il numero delle liste presentate sia bassissimo e questo nonostante il fatto che i tempi e le modalità per la presentazione delle liste fossero sempre gli stessi”. Lo ha affermato Laura Garavini, componente dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo PD alla Camera, intervenendo in Aula a nome del Gruppo contro l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, in cui si ipotizza che il decreto legge che rinvia le elezioni dei Comites all'aprile 2015 sia incostituzionale. La parlamentare PD ha precisato: “altro che decreto incostituzionale. Non costruiamo pretesti ad hoc solo per sabotare ancora una volta questo importante appuntamento elettorale. Il decreto contestato è proprio lo strumento attraverso il quale si possono salvare le elezioni dei Comites, rinviandole di qualche mese. Adesso si tratta di dare velocemente la parola agli elettori, che aspettano da sin troppo tempo”.

"Oggi prendiamo atto che il Governo ha accolto un'altra nostra richiesta, dopo la proposta di accantonare il voto elettronico: tornare al voto per corrispondenza e testare l’inversione dell’opzione: svolgere le elezioni in un tempo tale da consentire l'iscrizione all’elenco degli elettori. Quest’ultima, infatti, è l’unica novità. Unica, ma importante!" - ha aggiunto Marco Fedi, deputato Pd eletto in Australia.
"Decreto legge e proposta di legge di stabilità non fanno riferimento alla riapertura dei termini per la presentazione delle liste. Non è escluso che nel decorso parlamentare si propongano modifiche al testo base; vedremo in quella occasione quale sarà la posizione del Governo. Il mio coerente orientamento è di dare nei nuovi tempi fissati piena attuazione alle norme condivise e votate per poi impegnarci insieme per una piccola rivoluzione. L’obiettivo da perseguire - dice ancora Fedi - è quello di contribuire a realizzare all’estero una migliore presenza dell’Italia e in Italia una migliore e più inclusiva consapevolezza del mondo, in grado di fornire strumenti di conoscenza e proposta adatti a operare da protagonisti nella dimensione globale".

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Pubblicato il 27/11/2014 — ultima modifica 27/11/2014
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