Primo giorno per la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

Gli interventi istituzionali dell’assessore Luciano Vecchi e il suo secco no alla chiusura dell'organismo, della presidente Bartolini, di Monica Donini e Roberta Mori
Primo giorno per la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

Consulta 26 giugno

Si è aperta oggi a Bologna la riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo che nelle tre giornate (è prevista fino a sabato) affronterà diversi temi: in primo luogo la  riforma della legge regionale che regola il funzionamento della Consulta; la nuova emigrazione, legata ai giovani, spesso laureati e in cerca di lavoro; la situazione in Venezuela , la formazione per i giovani. Si parlerà anche di cosa possono fare le comunità italiane all’estero in merito all’Expo di Milano.

“Il dovere della memoria, l’attualissimo interesse economico, l’esistenza di una rete  che può servire per la promozione”: sono queste secondo la presidente Silvia Bartolini le ragioni che devono portare il legislatore a far vivere la Consulta, messa in discussione dalle proposte di legge avanzate da Cinque stelle, Idv e Udc. La Bartolini ha ricordato che  la legge istitutiva della Consulta è stata presa ad esempio e anche copiata in moltissime regioni e che può dare ancora ottimi risultati se accompagnata da piani triennali e annuali che sappiano cogliere gli aspetti storico sociali attuali. La presidente ha poi sottolineato la rilevanza della rete di relazioni realizzata dalle comunità all’estero: più di 4 milioni di persone iscritte all’Aire di cui  147.345 emiliano romagnoli (di cui  l’82,2% può votare), più di 500 parlamentari di origine italiana che mantengono nel proprio lavoro la riconoscibilità delle radici italiane, oltre 3000 associazioni,  un crescente numero di imprese italiane all’estero. “Già questi dati  - ha detto - sono sufficienti per capire che l’Italia ha in questa rete uno strumento straordinario di promozione di se stessa”.  “La Consulta – ha aggiunto -  non è solo nostalgia, alcune zone della nostra regione si sono sviluppate anche con il contributo delle rimesse dall’estero . Su questo sarà fatta una ricerca per dimostrare,  una volta per tutte,  che non solo la forza degli italiani nel mondo costituisce una rete potenziale  per il rilancio economico  ma che è già  una entrata massiccia per il nostro paese” ( si stima 7 miliardi di euro a livello nazionale) . Infine la Bartolini ha toccato il tema della nuova emigrazione: ”un tema che da solo dovrebbe indurre a un ripensamento a chi pensa all’inutilità del nostro lavoro”. Il flusso di questa nuova emigrazione appare composito , vi sono persone con titoli di studio ragguardevoli , persone che cercano un lavoro purchè sia ma anche persone che vanno alla ricerca di una speranza che non trovano qui.  “Penso che la rete degli italiani nel mondo possa contribuire a ‘tenerceli stretti’ , perché sono una risorsa preziosa per il nostro paese. E’ necessario fargli sentire che l’Italia c’è , fornendo informazioni , supporti, collegamenti., fino a creare sportelli e attività di servizio che siano di accoglienza  e facilitazione per le nuove mobilità”. La Consulta ha concluso Bartolini  è un elemento di partecipazione essenziale  affinchè questo lavoro venga svolto  in modo democratico, coinvolgente , partecipato  e non  come fosse svolto da un’agenzia privata”. La Bartolini ha ricordato infine i punti di forza del mandato , durato poco meno di due legislature, tra cui  l’ aumento della formazione  e l’attenzione verso i giovani, per aumentare il loro inserimento e protagonismo all’interno delle associazioni.

Ne suo primo intervento in sede di Consulta, Luciano Vecchi, neo assessore alle Attività Produttive ha detto: “Parlo innanzitutto per esperienza personale, visto che per 25 anni il mio impegno professionale ha fatto di me un cittadino d’Europa e del mondo. Per questo ho un’idea molto chiara di cosa significhi la presenza italiana fuori dai confini nazionali.  Il voto degli italiani all’estero è stato un riconoscimento molto importante del fatto che l’Italia è un concetto che va al di là dei confini, al di là e dell’arco alpino. La Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo è tra le più attive e organizzate del nostro paese. Per questo, come prima cosa voglio dire, che il lavoro svolto dalla Consulta deve essere riconosciuto, valorizzato e messo ancora più efficacemente a sistema” . Vecchi ha sottolineato la bontà dell’operato della presidente Silvia Bartolini, ribadito che la sua posizione e quella della forza politica che rappresenta  è di  “un no fermo e deciso all’abrogazione della Consulta”. Vecchi condivide l’idea che si debba ragionare su un riassetto dell’organismo, di un suo rapporto più strutturato con l’Assemblea legislativa ma, ha sottolineato: “ è fuori di dubbio che vadano mantenuti e rafforzati  la ricchezza delle relazioni con le associazioni di emiliano romagnoli nel mondo, lo scambio reale,  permanente e soprattutto biunivoco che c’è tra gli emiliano romagnoli nel mondo e la loro regione”. E ha concluso dicendo come oggi, il sistema della formazione e della ricerca non possano prescindere da due elementi, la forte identità territoriale da una parte  e tutto quanto il mondo offre dall’altra.

Monica Donini, presidente della Commissione Politiche per la Salute e Politiche Socialì dell’Assemblea legislativa,  che deve discutere i  progetti di legge di riforma della Consulta.   ha fatto il punto sui lavori della commissione. “ In questi tre anni – ha riferito -  sono stati fatti numerosi tentativi per ridisegnare la Consulta ma senza mai giungere a una risoluzione. Al contrario, il continuo slittamento dei tempi non ha fatto altro che imputridire il dibattito. Ora siamo in una situazione di rarefazione e purtroppo, di nuovo il confronto in commissione è slittato ulteriormente a metà settembre”. Donini  ha comunque ribadito il fatto che, su questo iter di riforma ,  i consultori saranno chiamati a una udienza conoscitiva, a una consultazione effettiva, così come era stato già deciso in precedenza.. Donini ha detto che è consapevole  che la Consulta sia funzionale a molti e importanti aspetti della nostra Regione, dall’internazionalizzazione delle imprese  alla cultura, oltre a  fornire un approccio politico-sociale molto utile per affrontare il tema dell’immigrazione straniera nel nostro paese.

La consigliera Roberta Mori ha riferito che  i firmatari delle leggi di riforma della Consulta hanno  sottovalutato il gruppo di lavoro di cui fanno parte i tre consiglierei regionali presenti in Consulta, e hanno preferito proseguire da soli. A questo punto  la maggioranza può fare una sua proposta che ancora non è formalizzata ma che  si basa già su alcune linee di fondo, a partire dall’importanza del  riconoscimento del lavoro svolto fino ad ora dalla Consulta. La Consigliere Mori ha riferito che  la maggioranza è orientata a non cancellare la Consulta , che è un punto qualificante delle relazioni della Regione con i suoi cittadini all’estero.  La Consulta appare necessaria anche per rilanciare un modo di relazionarsi della Regione con l’Europa e il resto del mondo: un metodo che deve tener conto del diritto di cittadinanza. Il percorso da seguire secondo la Mori è quello inclusivo e  di partecipazione, che veda un protagonismo della Consulta e la responsabilità politica dell’Assemblea legislativa.

“E necessario mantenere la Consulta degli emiliano- romagnoli nel mondo – ha riferito il consigliere regionale  Andrea Pollastri - i cui costi, aldilà della propaganda politica, sono relativamente bassi rispetto alle attività”. Pollastri ha sottolineato gli sforzi fatta  dalla presidente della Consulta per razionalizzare le spese:, “un lavoro che va riconosciuto e premiato”. “Non vanno tagliati i ponti con la memoria – ha  aggiunto Pollastri -  ma bisogna portare avanti il principio che gli emigrati sono una risorsa culturale ed economica del nostro territorio”. La rete della Consulta può essere anche di grande utilità e di sostegno  sotto il profilo umano e relazionale anche alla nuova emigrazione .

Nel pomeriggio si è tenuto il focus tematico “Ci stiamo dimenticando il Venezuela?” e le commemorazioni di  Antonio Parenti, Marco Achille Marmiroli e Juan Carlos Lazzarini, già componenti della consulta recentemente scomparsi.

Domani si parlerà invece di nuova emigrazione  con il seminario “ Emigriamo di nuovo Analisi della nuova emigrazione italiana”,  che verrà trasmesso in streaming sul sito della Consulta.

 

Altri interventi:

La prof.ssa Carla Salvaterra, pro rettore per le relazioni internazionali dell'Università di Bologna, ha ringraziato la Consulta per il lavoro e le collaborazioni realizzate in questi anni, che hanno visto lo sviluppo di diversi progetti, come quello sulla salute in Sud America, fortemente supportato dal lavoro preparatorio della Consulta. “E’ necessario fare rete per avere rilevanza  a livello internazionale – ha detto - e la Consulta è una rete importante  ed efficiente”. In merito ai corsi universitari ha sottolineato positivamente la possibilità di frequentare i corsi a Buenos Aires e in  Italia . “Una possibilità che sta interessando anche studenti italiani che hanno deciso di fare questa esperienza”. “

Abel Beltrami presidente associazione di Montevideo (a sostituzione del consultore Claudio Melloni),  ha parlato dell’importanza di mantenere la memoria, e dell’aiuto della Regione in questo senso che ha permesso di  realizzare un libro sulle memorie di emigrazione della sua famiglia da Alfonsine (Ravenna) all’Uruguay. Ha evidenziato il problema della chiusura dei consolati, tra cui quello di Montevideo che li lascia senza interlocutori diretti.

“Il racconto di Abel Beltrami – ha detto  Pier Antonio Zavatti, Acli - il fatto che la sua storia di emigrazione sia ora patrimonio di tutti noi  è frutto di questa legge, che si vuole cambiare, se non abrogare, e che ha invece una grandissima importanza e valenza che molti non vogliono vedere”. La Consulta è una risorsa e non un costo, le relazioni della nostra regione con i paesi esteri non possono prescindere dai nostri corregionali che là vivono e operano. Zavatti è convinto che la Consulta debba avere un suo presidente svincolato e autonomo che non può essere un consigliere regionale, perché si corre il rischio di illegittimità e non può essere un assessore regionale, perché l’operato della Consulta va seguito in maniera indipendente. Così come per questo non può essere nemmeno un funzionario. Zavatti ha detto che in sede di ridefinizione della Consulta è comunque indispensabile un confronto vero e fattivo della Commissione presieduta da Monica Donini con i consultori, attraverso una riconvocazione dell'organismo.

Roberto Colliva ,  presidente associazione Curitiba  (Brasile) si è detto convinto che questa non sia l’ultima riunione della Consulta in assoluto ma solo l’ultima riunione con questa legge del 2006. “ “La Consulta non può morire – ha affermato – e le proposte di abolizione lasceranno il tempo che trovano. Certo – ha concluso – si drovrà avere una struttura più snella e  si  dovranno utilizzare sempre più le nuove tecnologie, le video conferenze, per abbassare i costi. Colliva ha auspicato infine che l’Assemblea Legislativa e l’esecutivo lavorino insieme alla nuova legge.

Don Silvano Ridolfi, invitato permanente della Consulta, ha ribadito che in Italia  non si ricorda l’esperienza dell’emigrazione, “Siamo una nazione dalla memoria corta”.  Che gli emigrati siano un veicolo economico e culturale di promozione della nostra regione è una realtà innegabile. Occorre quindi tener conto dei fatti con serenità”.

Silvana Mangione vice segretario generale del CGIE, ha ripercorso la storia della Consulta dagli anni '70, sottolineando che l’esperienza svolta fini qui ha portato ad avere un presidente a tempo pieno, necessario, a suo parere,  per mantenere i rapporti richiesti da un organismo delicato. “La Consulta – a suo avviso – è uno strumento politico e di dialogo con altre strutture politiche. ”E’ triste vederla oggetto di guerre di territorio” . Si augura che vi sia una consultazione effettiva della Consulta in merito alla sua riforma. Silvana Mangione  ha sottolineato anche quanto il fenomeno della nuova emigrazione  sia ancora da conoscere ( visto che molti emigrati non s iscrivono all’Aire) e quindi da approfondire.

Romeo Broglia, invitato permanente della Consulta, si è detto contento della svolta intrapresa nel corso del dibattito in cui sta prendendo forma un disegno di legge che vede la trasformazione della Consulta all’interno della funzione e dell’attività della Regione. “Questo è importante per l’Emilia-Romagna  – ha sottolineato – per rilanciare  la propria immagine di modello di società che ha raggiunto risultati  significativi”. “Noi dobbiamo essere in grado di cogliere  il cambiamento – ha precisato – e  di inserire il discorso di riforma della Consulta all’interno della riforma della struttura regionale”. Broglia si è detto a favore della scelta di incardinare la Consulta  all’interno dell’Assemblea legislativa. Ha ringraziato Silvia Bartolini per il lavoro realizzato in questi anni “con grande intelligenza e visione politica, in condizioni difficili”.

Amaurì Arfelli, presidente dell’associazione di Salto Itù in Brasile, ha ricordato le parole del presidente Errani : “noi dobbiamo costruire relazioni”.” E’ quello che la Consulta sta facendo da 40 anni -  ha detto -  costruendo ponti, realizzando una rete regionale all’estero”. Arfelli si è dichiarato favorevole ad una presidenza staccata da altri ruoli e da un cambiamento della Consulta  che si svolga all’interno dell’esecutivo e non del potere legislativo, vedendo in questo anche qualche elemento di incostituzionalità. “La democrazia esige legittimità - ha concluso -  e senza ascoltare i consultori non è legittimo ridurre spese né dare seguito a nuove leggi. Ma mi conforta sapere che saremo ascoltati”.

Maurizio Grassi, economista, si è detto “esterefatto” per la proposta di cancellare la Consulta. “Ho sempre considerato la regione Emilia Romagna all’avanguardia  nel nostro paese ed è in questi momenti storici di crisi che ci si deve stringere alle proprie comunità”. Il fatto che in Francia ci siano 21 miliardi di rimesse all’anno e in Italia 7 è un fatto legato alle politiche che ovviamente differiscono nella considerazione delle comunità all’estero. Secondo Grassi bisognerebbe guardare alla a chi la globalizzazione l’ha vinta( i nostri italiani all’estero) , mentre l’Italia ha perso la sfida.

Marco Capodaglio, capo servizio alle relazioni internazionali in Regione ha salutato la Consulta (presto andrà in pensione) come "la più bella esperienza dal punto di vista umano, in questi 20 anni di lavoro in regione". Ha ricordato inoltre che La Consulta secondo la legge 3 del 2006  esprime pareri sugli argomenti che riguardano il suo settore, rispondendo così alle polemiche apparse sulla stampa in cui si dichiarava inopportuno discutere della legge di riforma all’interno della riunione della Consulta.

Nel pomeriggio si è tenuto un focus sul Venezuela dal titolo “Ci stiamo dimenticando del Venezuela? Rompiamo il silenzio attorno ad uno dei Paesi più italiani nel mondo, che sta attraversando una profonda crisi istituzionale ed economica” animato dalle accorate testimonianze di italo venezuelani residenti in Italia e in diretta telefonica dal paese latino americano.

In chiusura di seduta si è tenuto il ricordo affettuoso di amici della Consulta che ci hanno recentemente lasciato: Juan Carlos Lazzarini presidente dell’associazione di Bahia Blanca, Achille Marco Marmiroli ex consultore e membro del Circolo Emilia Romagna di San Paolo, Marcia Dos Santos e del pavullese Antonio Parenti, uno dei fondatori della Consulta, politico appassionato che aveva gli emiliano romagnoli nel mondo davvero nel cuore.

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Pubblicato il 28/06/2014 — ultima modifica 01/07/2014
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