L'ultimo viaggio dei 12 boscaioli modenesi emigrati in Corsica: finalmente tornano a casa

90 anni dopo la tragedia, grazie al contributo di Giunta regionale e Consulta emiliano-romagnoli nel mondo, Piandelagotti di Frassinoro li accoglie dentro docici urne bronzee
L'ultimo viaggio dei 12 boscaioli modenesi emigrati in Corsica: finalmente tornano a casa

Le foto dei 12 boscaioli morti

«Se ne sono andati con la neve, e sono tornati con la neve». Con questa frase, pronunciata da Ferdinando Lunardi e dal sindaco Elio Pierazzi, Piandelagotti (Frassinoro) riabbraccia dopo 90 anni i 12 boscaioli di Pian degli Ontani morti nel sonno nelle prime ore dell’8 febbraio 1927 in Corsica, travolti da un albero che cadde sulla loro capanna nella Foresta Verde per una tormenta di neve.

Erano partiti l'11 dicembre 1926 in 19, dalla Garfagnana arrivarono a Livorno, si imbarcarono per Bastia, raggiunsero Col de Vert dove vennero ingaggiati dalla ditta Tollinchi di Ajaccio per tagliare e segare larici e pini marittimi. Nella foresta, a sei chilometri dal centro abitato, costruirono una baracca con le cuccette imbottite di erbe palustri e frasche: mangiavano polenta di frumentone o di castagne, e un poco di formaggio. Faceva freddo, il lavoro durissimo nel gelo e nella neve eccessiva convinse uno dei segantini a tornare a casa: rimasero in 18.

L’attività di taglio era quasi conclusa a fine gennaio, quando il caposquadra scese a valle per chiedere il trasferimento in una zona meno pericolosa. Troppo tardi, a Col de Vert, nella notte tra lunedì 7 e martedì 8 febbraio si scatenò una tormenta molto forte e, verso le tre e mezza, due enormi larici caddero e si rovesciano sulla baracca. L’onda d’urto lanciò una branda 30 metri di distanza, salvando Giuseppe Stefani che, richiamato dalle urla dei compagni, riuscì a raggiungere la baracca e salvare alcuni compagni: Vignaroli Domenico, Fontana Giuseppe e Lamberti Giuseppe.

I sopravvissuti cercarono aiuto nelle case più vicine e dopo ore di cammino riuscirono a dare l’allarme. Quasi trecento uomini salirono per aiutare ma la baracca sembrava sparita: venne ritrovato Trogi Rocco, di 22 anni, congelato ma ancora vivo, mentre tutti gli altri erano ormai cadaveri. Si trattava in gran parte di ragazzi, fratelli, cugini e cognati, tra i 16 e i 27 anni, alcuni avevano 36, 48 e 65 anni: famiglie intere decimate.

La tragedia cadde nel più profondo silenzio, i corpi rimasero in Corsica e i parenti, al paese, vennero a sapere della tragedia dal Corriere, che il 12 dicembre diede una prima notizia.

La battaglia per riportare in patria le salme è durata 90 anni, portata avanti dalle famiglie e dall'intera comunità, ma finalmente si è conclusa, anche grazie all'intervento della Regione Emilia-Romagna, in particolare della Giunta regionale e della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo.

Durante una cerimonia molto sentita nella parrocchia della Natività di Maria Vergine, a Piandelagotti, celebrata dal parroco don Luca Pazzaglia erano presenti il sindaco Pierazzi e il senatore Stefano Vaccari assessore della Provincia. E c'erano i duecento abitanti della frazione, commossi e sollevati, tra cui i parenti lontani dei boscaioli.

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Pubblicato il 11/12/2017 — ultima modifica 11/12/2017
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