Il secondo giorno dei lavori della Consulta

Il seminario sulla rappresentanza degli italiani all'estero al centro del dibattito. Riunito il Coordinamento delle Consulte regionali
Il secondo giorno dei lavori della Consulta

Il seminario sulla rappresentanza

Il tema della rappresentanza degli italiani all’estero è stato al centro dei lavori della seconda giornata della riunione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, che è iniziata a Bologna ieri 24 ottobre e si concluderà domani 26. Il “Seminario sulla rappresentanza degli italiani all’estero: il punto di vista delle Consulte regionali per l’emigrazione”, preparato in collaborazione con il Coordinamento nazionale delle Consulte regionali, trasmesso in diretta streaming sul sito degli emiliano-romagnoli nel mondo, ha visto la partecipazione di Silvana Mangione, vice segretario generale del CGIE, dell’ on. Fabio Porta, presidente del Comitato permanente sugli italiani nel mondo - Commissione Affari Esteri Camera dei Deputati,  di Andrea Morrone, costituzionalista e docente dell’università di Bologna, e i rappresentanti delle Consulte regionali dell’emigrazione di Toscana, Molise, Marche, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Liguria.

Gli interventi dei relatori

La presidente della Silvia Bartolini ha sottolineato l’importanza fondamentale del tema della rappresentanza , evidenziando come “organismi  quali il Comites e il Cgie non siano stati rinnovati da ben nove anni e si stiano svuotando di contenuti e di ruolo”. Bartolini ha espresso rammarico sul fatto che non si siano colte opportunità importanti in passato, come ad esempio l’Assemblea dei giovani italiani nel mondo, per il rinnovamento di questi organismi di rappresentanza, che avrebbero maggiormente coinvolto le nuove generazioni di italiani all’estero.

Silvana Mangione ha fornito un  quadro storico sul tema della rappresentanza degli italiani all’estero, raccontando come le prime Consulte regionali siano nate negli anni ’70. “Anche noi italiani che viviamo all’estero, vogliamo essere determinanti – ha detto la Mangione sul tema del voto -  e contribuire a eleggere un Governo che funzioni. Se il problema sono le modalità di voto – ha concluso -  allora bisogna ridefinirle ma non cancellare un diritto, garantito a tutti noi dalla Costituzione”.

La preoccupazione per il voto degli italiani all’estero e per la sorte di Comites e Cgie  è stata al centro dell’intervento dell’onorevole Fabio Porta. “Stiamo purtroppo tornando indietro – ha ribadito – perché si stanno comprimendo i diritti di cittadinanza politica garantiti dalla Costituzione. Una piena cittadinanza politica significa che il voto degli italiani all’estero debba valere come quello degli altri italiani. Caso mai bisogna riformare le modalità del voto”. Porta ha ringraziato poi la presidente Bartolini per lo sforzo di riaprire e rafforzare il dialogo tra le Regioni, nella sua veste di coordinatrice delle Consulte regionali dell’emigrazione.

Il docente dell’Università di Bologna e studioso di diritto costituzionale Andrea Morrone, ha ricordato che l’articolo 3 della Costituzione italiana parla di “eguale cittadinanza”, vale a dire di eguaglianza inclusiva, che non può escludere i cittadini italiani residenti all’estero dall’essere rappresentati in Parlamento, che è il luogo della rappresentanza degli interessi della società nello Stato. La disciplina italiana sulla rappresentanza politica dei cittadini all’estero è all’avanguardia e dobbiamo andarne fieri. La Francia l’ha copiata e ora ci ha superato, perché prevede la rappresentanza dei francesi all’estero in entrambi i rami del Parlamento, mentre noi, stando alle proposte dei saggi, stiamo pensando di mantenere la rappresentanza solo al Senato, se le riforme costituzionali lo trasformeranno nel Senato delle Regioni. Il prof. Morrone suggerisce quindi alle Regioni di chiedere al Parlamento di modificare le proposte dei saggi in materia di revisione costituzionale.

Il dibattito

Ferdinando Pezzoli, consultore del Cile, ha rilevato che il problema della cittadinanza è complicato dal fatto che ormai solo una parte degli italiani all’estero è nato in Italia, mentre il 95 per cento è costituito da oriundi di discendenza italiana. Alle liste elettorali si iscriveranno quindi moltissime persone.

Emilio Berionni, in rappresentanza della Regione Marche, ha detto che “le risorse pubbliche sono in diminuzione e l’idea prevalente nei momenti di crisi è quella di rinchiudersi sempre più in se stessi. Eppure l’attaccamento alle radici aiuta la nostra cultura, i nostri prodotti e lo studio della lingua italiana”.

Maria Teresa Mazzini, presidente dell’associazione del Costa Rica, ha detto che “molte persone di discendenza italiana in Costa Rica  non conoscono l’italiano, non si interessano dell’Italia ma hanno il passaporto e votano. Io invece mi sento profondamente italiana e bolognese, e non voglio rinunciare al voto per questo motivo”.

Per Nicola Cecchi, vicepresidente Toscani nel mondo, “bisogna capire che il mondo è cambiato, come è cambiato il nostro modo di essere nel sistema Italia. Ho sentito parlare molto di integrazione questa mattina, ma l’integrazione non è più quella di 20, 30 anni fa. Purtroppo lo stesso Parlamento italiano non è più la casa dell’integrazione ma della disintegrazione.  Bisogna ripartire dal cuore e dalla passione e dalla voglia degli italiani all’estero di sentirsi legati al loro Paese, di essere utili al loro paese e soprattutto coinvolgere e motivare i giovani”.

Bruna Zuccolin, in rappresentanza della Regione Friuli, ha evidenziato che anche la legge del Friuli considera i corregionali nel mondo come  parte della società regionale.

Secondo Domenico Vitetta, in rappresentanza della Regione Liguria, “le Regioni devono sviluppare politiche per i corregionali all’estero e programmarle sui territori. Di fronte ai crescenti tagli alle nostre attività diventa fondamentale orientarsi verso i fondi comunitari come fanno i Francesi nel mondo e i Tedeschi nel mondo”.

Per Silvino Candeloro del sindacato Ugl è importante che la questione dell'emigrazione sia affrontata all'interno dello spazio sociale europeo.

Morrone ha concluso dicendo che è necessario avere della cittadinanza un senso più evoluto. “Devono votare solo quelli che vogliono farlo, che si sentono italiani”. Aggiungendo che sarebbe necessario comunque  rendere evidenti e fare conoscere a tutti  le opportunità che gli italiani nel mondo rappresentano per l’Italia.

L’intervento del prof. Morrone – ha commentato la Bartolini - segna anche  l’inizio di una collaborazione con l’Università di Bologna. “In conclusione  - ha aggiunto - la domanda fondamentale è: cosa intende fare lo Stato italiano dei connazionali all’estero? Avere 60 milioni d’italiani nel mondo che veicolano i tuoi prodotti e parlano la tua lingua è un costo o una risorsa? Tutto costa sempre troppo, ma nonostante l’aria di chiusura che circola, dobbiamo convenire che un minimo di costi – naturalmente con tutta la sobrietà dovuta - la partecipazione li esige”. “Sobrietà certamente, ma chiediamoci almeno quale utilità abbia la presenza dei consultori qui, io credo che la loro partecipazione sia utile e importante per le politiche della Regione”.

Il parlamentare Porta ha chiuso il dibattito dicendo che la questione centrale è quella della cittadinanza. “Ma non è meno importante – ha aggiunto - capire cosa vuole l’Italia dai suoi corregionali all’estero. A questa domanda l’Italia non risponde o risponde nel modo peggiore chiudendo le porte e cancellando anche le cose che funzionano. Questo quando, ha continuato Porta - le uniche due voci in crescita del Pil del nostro Paese sono il turismo e l’export ed entrambe sono strettamente legate agli italiani all’estero”. Tornando infine sul tema della cittadinanza legata alla rappresentanza politica, ha detto che “bisognerebbe che chi vuole votare si iscrivesse alle liste elettorali e che le schede elettorali venissero inviate solo a coloro che sono iscritti. I brogli, quando ci sono, vengono fatti sulle schede non votate. Se queste vengono inviate solo a chi vuole esprimere il suo voto, il problema è superato. E si risparmierebbe anche”.

La riunione del Coordinamento delle Consulte regionali sull’emigrazione

Il  prossimo seminario sulla rappresentanza degli italiani all’estero, la costituzione della banca dati delle associazioni regionali all’estero sono stati al centro della riunione del Coordinamento delle Consulte regionali sull’emigrazione, coordinato da Silvia Bartolini, e riunitosi nel pomeriggio.  L’on Fabio Porta,  presidente del Comitato permanente sugli italiani nel mondo per la Camera dei Deputati,  ha sottolineato la necessità di creare un’interlocuzione con il Coordinamento delle Consulte,  anche attraverso un’audizione alla Camera, con l’obiettivo di dare alle Regioni e all’associazionismo all’estero una valenza strategica nel diritto di cittadinanza piena degli italiani nel mondo. “Il Comitato – ha aggiunto Porta – ha intenzione di affrontare anche la legge sull’associazionismo, e le Regioni potranno dare il loro contributo in merito inviando osservazioni”. Porta ha concluso con un appello al Coordinamento  per “continuare a sostenere l’associazionismo nel mondo, che sta rivelando ricchezza e vivacità progettuale soprattutto nell’ambito giovanile”.

Silvia Bartolini, nel suo ruolo di coordinatrice , ha riferito che la proposta di Circolare ministeriale  in materia di associazionismo all’estero, deve tener conto degli elenchi regionali esistenti e della realtà delle singole associazioni, come illustrato anche in un parere giuridico articolato che ha inviato al direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie  Cristina Ravaglia. In particolare la discussione verteva sul numero minimo degli iscritti nelle associazioni all’estero e sull’operatività delle associazioni.  Nel parere giuridico inviato si chiede di accettare lo status quo, istituendo nell’apposito registro una sezione speciale dedicata alle associazioni regionali attualmente già riconosciute  ed iscritte nei registri regionali.

Il seminario sulla rappresentanza degli italiani all’estero è la prossima tappa dopo il primo seminario sulla lingua, organizzato a Roma nel dicembre scorso da Ministero Affari Esteri, Ministero Istruzione dell’Università e della Ricerca, CGIE e Conferenza  delle Regioni e delle Province autonome, che comprende il Coordinamento delle Consulte delle Regioni. In quell’ambito verrà presentata la banca dati dell’associazionismo all’estero predisposta dal Coordinamento delle Regioni, e curata da Maria Tirabasso del Molise, che avrà anche una specifica sui criteri con i quali vengono regolati gli albi regionali.

Alla riunione erano presenti oltre all’on. Porta, Massimiliano Ferrati e Francesca  Menegazzi (Veneto), Maria Tirabasso (Molise),  Bruna Zuccolini (Friuli Venezia Giulia),  Paolo di Paola (Lazio), Domenico Vitetta e  Claudia Costa  (Liguria), Emilio Berionni ( Marche) e Nicola Cecchi e  Patrizia Barboncini (Toscana).

Venerdì pomeriggio

Il pomeriggio di venerdì ha visto anche un confronto sui nuovi materiali di presentazione della Consulta da distribuire ai consultori per la promozione della nostra Regione all’estero. In chiusura di giornata è stato presentato il libro con dvd “Nulla osta per il mondo. L’emigrazione da Renazzo”, a cura di Renzo Rabboni.

Azioni sul documento
Pubblicato il 25/10/2013 — ultima modifica 25/10/2013
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it