Chiuso il semestre italiano: i principali risultati raggiunti in Europa

Banche, Ogm, frodi alimentari e riforma del sistema dei marchi, macroregione adriatica, ambiente, alcuni dei temi trattati

Si è chiuso ufficialmente il 13 gennaio il Semestre di Presidenza italiana dell'Unione Europea.

Il Dipartimento delle Politiche europee della Presidenza del Consiglio ha reso noti alcuni risultati raggiunti in Europa durante la reggenza italiana. Li riportiamo di seguito.
"Strade più sicure in Europa
Raggiunto un accordo in Consiglio lo scorso 8 ottobre su una direttiva che facilita lo scambio di informazione fra i Paesi membri relativamente alle immatricolazioni, agevolando l’identificazione dei guidatori che commettono infrazioni, rendendo così più sicure le strade europee.
A seguito dell’accordo sono iniziate le negoziazioni con il Parlamento europeo per migliorare la sicurezza stradale. Gli Stati membri potranno scambiarsi dati nazionali di immatricolazione dei veicoli al fine di monitorare la sicurezza stradale, riducendo il numero di infrazioni al codice della strada e consentendo una procedura più rapida per l’identificazione delle persone che hanno commesso infrazioni stradali all’estero.
Meccanismo di risoluzione unico per le banche
Grazie al nuovo regolamento europeo è assicurata una soluzione alle crisi derivanti da istituti in dissesto senza ricorrere al denaro dei contribuenti. Il 14 luglio il Consiglio Ue ha adottato un regolamento che istituisce un meccanismo di risoluzione unico (SRM) per le banche in dissesto. L’obiettivo è assicurare la risoluzione ordinata delle banche in dissesto senza ricorrere al denaro dei contribuenti.
La creazione del SRM – con un Comitato decisionale centrale e un Fondo di risoluzione unico – assicura che le decisioni di risoluzione in tutti gli Stati membri partecipanti siano adottate in modo coordinato ed efficace, minimizzando le ripercussioni negative sulla stabilità finanziaria e riducendo la dipendenza delle banche dal merito creditizio degli emittenti sovrani. Ciò comporterà sia un ricorso sistematico al bail-in degli azionisti e dei creditori sia l’eventuale ricorso a un fondo unico finanziato interamente dalle banche.
La Presidenza italiana in particolare si è fatta carico anche di tutta la supervisione relativa agli adempimenti tecnici necessari per il buon avvio dell’Unione Bancaria.
Accordo sugli OGM: ogni paese deciderà se vietarli o no
Dopo quattro anni di stallo negoziale l'Italia chiude un accordo su una direttiva che consente ai singoli Paesi membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul territorio nazionale.
La Presidenza ha chiuso un accordo in seconda lettura sulla proposta di Direttiva relativa alla possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM in parte o tutto il territorio nazionale. Dopo 4 anni di stallo negoziale, si è deciso di adottare uno strumento legislativo che consenta la maggiore flessibilità possibile agli Stati membri nelle scelte relative alla coltivazione di OGM, in modo da poter prendere in considerazione le specificità nazionali e locali. Un dossier considerato altamente prioritario per la Presidenza italiana.
Le nuove disposizioni garantiranno maggiore flessibilità nella coltivazione degli OGM, sotto certe condizioni, facendo particolare riferimento a due punti fondamentali: durante la procedura di autorizzazione, lo Stato Membro potrà richiedere di effettuare modifiche a seconda delle condizioni geografiche del territorio; in seguito all’autorizzazione di un OGM, lo Stato Membro ne potrà vietare o limitare la coltivazione nel caso in cui ci sia un rischio evidente di pericolo per la salute umana, le condizioni ambientali o in casi di emergenza. Gli Stati membri che decideranno di avere coltivazioni OGM nei loro territori dovranno inoltre necessariamente evitare contaminazioni nei Paesi confinanti in cui non sono state autorizzate le stesse coltivazioni.
Verso più tutele per il Made in Italy
L’intesa fra gli ambasciatori UE per negoziare con il Parlamento europeo un nuovo pacchetto normativo teso a modernizzare il sistema dei marchi a livello europeo e a rafforzare la lotta alla contraffazione rappresenta un elemento cruciale nella difesa del Made in Italy.
Il 23 luglio è stato raggiunto un accordo in seno al Coreper (Rappresentanti Permanenti degli Stati membri) su una posizione comune in merito alla modernizzazione del sistema UE dei marchi di impresa.
La Presidenza italiana del Consiglio è stata incaricata di avviare i negoziati con il Parlamento europeo al fine di concludere rapidamente l’iter legislativo. Il pacchetto prevede un efficiente sistema dei marchi, che comprende misure contro la contraffazione ed è pertanto fondamentale per sostenere le imprese, stimolare la crescita e tutelare i consumatori europei. La riforma del sistema dei marchi nell’UE è di cruciale importanza per la competitività dell’economia europea. I settori che più si avvalgono della forza del marchio generano un terzo del PIL totale dell’Unione e più di un quinto dei posti di lavoro dell’UE.
Nuovi strumenti per la lotta a frodi ed evasione
Il rafforzamento delle norme per impedire la “doppia non imposizione” fiscale sugli utili societari distribuiti e il progetto di direttiva sullo scambio automatico di informazioni rappresentano nuovi utili strumenti contro le frodi e l’evasione nell’UE. Anche grazie agli sforzi della Presidenza italiana, il Consiglio ha adottato una modifica delle norme fiscali dell’Ue volta a impedire la “doppia non imposizione fiscale” dei dividendi distribuiti tra gruppi societari derivante dalle costruzioni finanziarie ibride (cioè società madri e figlie dello stesso gruppo). In questo modo è stata colmata una lacuna che fino ad ora aveva consentito a gruppi societari di sfruttare le incongruenze esistenti tra norme fiscali nazionali per evitare di pagare tasse su alcuni tipi di utili distribuiti all'interno del gruppo.
Il Consiglio inoltre ha approvato un progetto di direttiva che amplia lo scambio automatico obbligatorio di informazioni tra amministrazioni fiscali. Vengono inclusi nello scambio d’informazioni, oltre ai proventi derivanti da interessi, anche i proventi delle vendite di attività finanziarie e dividendi. La frode e l’evasione fiscali transfrontaliere sono diventate una delle preoccupazioni principali nell’UE e nel mondo. L’approvazione di queste due misure costituisce un mezzo importante per rafforzare l’efficienza e l’efficacia della riscossione delle imposte in tutta l’UE.
Strategia europea per la macro-regione adriatico ionica
Passa una delle priorità del programma di Presidenza italiana per dotare la macro-regione adriatico ionica di una strategia tesa ad incrementare la cooperazione nei settori dell’economia marittima, della protezione dell’ambiente e del completamento delle interconnessioni.
Il Consiglio Affari Generali di settembre ha adottato le conclusioni riguardo la strategia europea per la regione adriatica e ionica che ha aperto la strada all’endorsement della strategia per la “macroregione” del Consiglio europeo di ottobre. In quanto priorità della Presidenza italiana, questa strategia prevede nuovi strumenti per incrementare la cooperazione in aree come l’economia marittima, la protezione dell’ambiente marino, il completamento delle interconnessioni dei trasporti ed energetica e incrementare il turismo sostenibile a livello regionale. L’obiettivo è lanciare un vero e proprio ponte fra le due sponde dell’Adriatico, fra l’Unione e i Balcani, con il coinvolgimento di tutti gli attori regionali.
Più sicurezza in rete grazie a scambio informazioni fra Paesi su attacchi informatici
Accordo fra i Paesi membri per un migliore e maggiore scambio di informazioni che assicurino un più alto livello di protezione delle reti informatiche europee e delle infrastrutture digitali UE in caso di attacchi o incidenti informatici (esempio aeroporto di Heathrow). L‘accordo del Consiglio prevede un mandato negoziale per chiudere un'intesa definitiva con il Parlamento per una direttiva che stabilisca criteri rafforzati di coordinamento e scambio di informazioni (anche sensibili) al fine di rispondere e prevenire attacchi o incidenti informatici nei Paesi membri.
Accordo commerciale Ue - Canada
Dopo un lungo stallo è stato siglato in ottobre un accordo per il commercio e gli investimenti fra l’Unione Europea e il Canada che oltre ad aprire il mercato, favorendo crescita e occupazione in Europa, prevede una maggiore e migliore tutela dei prodotti tradizionali del Vecchio Continente.
L’accordo ha l’obiettivo, da una parte, di agevolare gli scambi commerciali attraverso l’eliminazione dei dazi doganali, l’eliminazione delle limitazioni nell’accesso per gli appalti pubblici e l’apertura del mercato dei servizi; dall’altro tutela i prodotti tradizionali europei dalla contraffazione, senza dimenticare la protezione dell’ambiente e il rafforzamento della sicurezza dei consumatori.
La speranza è che l’intesa raggiunta influisca sull’andamento del negoziato commerciale con gli Stati Uniti, accelerandone i tempi e influenzandone i contenuti.
Clienti di banche ed assicurazioni più protetti
Nuove norme sui sistemi di regolamento titoli, sui fondi di investimento e sui conti correnti rafforzano le tutele dei consumatori e la trasparenza nel rapporto con banche e assicurazioni.
Al Consiglio del 23 luglio sono state decise misure sia per ridurre i rischi degli utilizzatori che per ampliare le opportunità nel mercato unico. Più precisamente, è stato adottato un regolamento diretto a migliorare la sicurezza dei sistemi di regolamento titoli, attraverso obblighi di trasparenza e chiarezza contabile e norme per ridurre i rischi legati alle operazioni e ai servizi offerti dai depositari di titoli.
Inoltre è stata adottata una direttiva sui fondi di investimento per quanto concerne le funzioni di depositario, le politiche retributive e le sanzioni. La direttiva consentirà ai consumatori di effettuare scelte informate nell’aprire un conto corrente, migliorerà la trasparenza e la comparabilità delle informazioni sulle spese connesse al conto eliminando, nel contempo, le discriminazioni basate sulla residenza. Renderà inoltre più agevoli i trasferimenti di conto per i consumatori.
Meno sacchetti di plastica, ambiente più pulito
Dopo anni di impasse, l’accordo raggiunto in Trilogo sulla proposta di Direttiva sblocca le norme che obbligano i Paesi membri a ridurre l’impiego di buste di plastica con spessore inferiore a 50 micron. Le modalità di utilizzo, spesso usa e getta, degli shopper di plastica ha determinato nel tempo rilevanti conseguenze ambientali, a causa della frequente dispersione nell’ambiente.
L’accordo raggiunto in Trilogo sulla proposta di Direttiva ha come obiettivo la riduzione del consumo di borse di plastica in materiale leggero al fine di prevenire la produzione dei relativi rifiuti e mitigarne dunque il complessivo impatto ambientale, promuovendo un uso più efficiente delle risorse. In particolare, la proposta richiede agli Stati membri di adottare misure volte alla riduzione consumo delle borse di plastica con spessore inferiore a 50 micron".

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Pubblicato il 15/01/2015 — ultima modifica 15/01/2015
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