L’Assemblea Legislativa disegna la nuova Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo

Approvata la legge di riforma

L’Assemblea Regionale ha approvato, con il voto favorevole del Partito Democratico  e di Sinistra Ecologia e Libertà, contrari Lega nord e Movimento 5 stelle, astenuti Forza Italia e Fratelli d’Italia, la legge regionale che determina una nuova governance per la Consulta e la incardina nell’Assemblea Legislativa.

In base alla legge n. 5/2015, la nuova Consulta sarà composta da 37 membri e Presieduta da un Consigliere regionale, affiancato da due vicepresidenti. L’Assemblea Legislativa si occuperà di dettare le linee guida per l’ attività della Consulta che relazionerà alla Commissione competente, individuata nella Commissione per la parità e per i diritti delle persone, presieduta dalla Consigliera Roberta Mori.

La nuova legge è stata presentata, insieme ad altri, proprio dalla Consigliera Roberta Mori, che ne è stata anche la relatrice di maggioranza. Nell’intervento introduttivo in aula ha ricordato come dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, tutte le Regioni abbiano aggiornato le precedenti normative, e come l’Emilia-Romagna l’abbia fatto con la L.r. 3/2006. In questi nove anni, “grazie all’impulso della presidente Silvia Bartolini”, che Mori ha più volte ringraziato, “la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ha consolidato relazioni proficue, facendo rete con 111 associazioni distribuite in 24 Paesi di tutti continenti. Negli ultimi 4 anni, gli iscritti emiliano-romagnoli all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, sono passati da 110mila a 147mila. Più di un milione sono i corregionali emigrati in diversi periodi della nostra storia e tuttora si registra un orientamento all’espatrio, almeno temporaneo, in particolare dei giovani tra i 18 e i 24 anni”. La relatrice ha poi detto che “polemiche politiche hanno spesso offuscato il lavoro prezioso della Consulta, documentato in maniera esauriente e a costi notevolmente ridotti”. Il processo di riforma “che si conclude oggi in Aula- ha aggiunto Mori- va inteso innanzitutto come un’assunzione di piena e diretta responsabilità da parte dell’Assemblea, riconoscendo pienamente il ruolo degli emiliano-romagnoli all’estero e riconoscendo i diritti di cittadinanza come compartecipazione ai destini della comunità di origine”.

“Forti perplessità” su come si è arrivati a questo “progetto di legge raffazzonato, confuso e contraddittorio”, ma anche “nessuna intenzione di perdere tempo e confondere le responsabilità”, spiegano la scelta “della Lega nord di non chiedere ulteriori rinvii”, ha detto invece il relatore di minoranza Massimiliano Pompignoli. A suo parere la riforma avrebbe dovuto comportare l’abrogazione della Consulta e l’assegnazione delle politiche a favore degli emiliano-romagnoli nel mondo agli uffici regionali.  

A chiusura del dibattito generale che ha visto l’intervento di molti consiglieri, è intervenuto il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, sottolineando come l’impegno sulla riduzione delle spese sia già divenuto una realtà negli ultimi anni e come questo sia uno degli obiettivi forti che la nuova Giunta si è data. “La rappresentanza all’estero- ha concluso il Presidente - deve essere garantita, chi si è trasferito all’estero per lavoro o studio va rispettato, la Consulta costerà di meno, la responsabilità passerà all’Assemblea legislativa, verrà gestita dagli eletti, senza spendere un euro. I consiglieri avranno il potere di decidere, riorganizzare, risparmiare e controllare. La Giunta ha un unico interesse, dare dignità alla storia e alla cultura di coloro che hanno lasciato le terre d’origine”.

Sul sito dell’Assemblea legislativa maggiori informazioni sul dibattito in aula.

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Pubblicato il 27/05/2015 — ultima modifica 07/08/2015
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