Pasolini protagonista a Oslo

Per tutto il mese di aprile è dedicata una rassegna al grande regista e scrittore nato a Bologna nel 1922
Pasolini protagonista a Oslo

Pierpaolo Pasolini

Si è aperta lo scorso 9 aprile, e proseguirà sino a fine mese la rassegna dedicata a Pier Paolo Pasolini presso la Cinemateket di Oslo.
Organizzata in occasioni dei 40 anni dalla scomparsa del grande regista ed intellettuale italiano dall’Istituto Italiano di Cultura nella capitale norvegese, in collaborazione con la stessa Cinemateket e il Dipartimento di Media e Comunicazione presso l'Università di Oslo, la rassegna è affiancata da un seminario organizzato per il 16,17 e 18 aprile.
Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975) rappresenta una delle figure più particolari della storia del cinema, per la sua vita di artista critico della società, conclusa nel sangue del barbaro assassinio avvenuto ad Ostia nel 1975. In occasione dei 40 anni dalla sua scomparsa, l’Istituto ha dunque organizzato in sua memoria una grande rassegna accompagnata da un seminario.
La rassegna cinematografica prevede la proiezione di molti suoi film ad Oslo: Accattone (1961), Teorema (1968), Edipo Re (1967), Medea (1969), Decamerone (1971), Uccellacci e Uccellini (1965/66), Il vangelo secondo Matteo (1964), La Ricotta (1963), Porcile (1969), Salò e le 120 giornate di Sodoma (1975), I racconti di Canterbury (1971) e Il fiore delle mille e una notte (1973/74).
In programma anche la pellicola Pasolini – Un delitto italiano (1995) di Marco Tullio Giordana.

Nome mitico del secondo Novecento italiano, Pasolini ha attraversato, forse più d’ogni altro intellettuale dell’epoca, molte forme di esperienze artistiche e letterarie: è stato poeta, regista, romanziere, critico letterario e giornalista. Lui amava definirsi semplicemente "scrittore". Nei suoi scritti egli ha saputo di volta in volta rispecchiare la storia di un Paese, l’Italia, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli anni ’70, confrontandosi con i grandi temi sociali, letterari e politici del secolo scorso: la Resistenza e il Fascismo, Democrazia Cristiana e PCI, l’avvento del neocapitalismo borghese nell’Italia del boom economico, il Sessantotto e gli anni della "strategia della tensione". Era considerato una figura controversa, anche a causa della sua omosessualità vissuta senza fermarsi di fronte a pratiche estreme e violente.Conosciuto prima come poeta e scrittore, il giovane Pasolini scelse di scrivere in dialetto e ben oltre la nozione ermetica di poesia pura, puntò alla scoperta di una lingua intatta, che fosse quasi un equivalente letterario del suo religioso desiderio di purezza. Poi nel 1961 ebbe il suo esordio come regista con "Accatone"."Ho dato varie spiegazioni del perché amo il cinema e sono passato al cinema", spiegava lo stesso Pasolini. "Ho voluto adoperare una tecnica diversa spinto dalla mia ossessione espressiva. Ho voluto cambiare lingua abbandonando la lingua italiana, l'italiano; una forma di protesta contro le lingue e contro la società. Ma la vera spiegazione è che io, facendo il cinema, riproduco la realtà, quindi sono immensamente vicino a questo primo linguaggio umano che è l'azione dell'uomo che si rappresenta nella vita e nella realtà".Proprio all’analisi del cinema di Pasolini sono state dedicate le due giornate di seminario del 17 e 18 aprile. Dal film Teorema è partita la conferenza a cura di Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studio - Archivio Pier Paolo Pasolini presso la Cineteca di Bologna. Il 18 invece sono intervenuti Jon Rognlien su Edipo Re, Camilla Chams su Medea e Ove Solum su Decameron.

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Pubblicato il 21/04/2015 — ultima modifica 21/04/2015
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