Il futuro Venezuela nelle mani di Lilian first lady modenese?

La giovane Lilian Tintori, originaria di Pavullo, a Caracas riempie le piazze per il marito in carcere ma acclamato leader

Sarà una giovane di famiglia pavullese la first lady del Venezuela? Nelle piazze di Caracas, che si riempiono di folla sempre più spesso contro il governo del presidente Maduro, erede di Chavez, sono in molti a giurarlo. E a sperarlo.

Ma la prima che scansa l’etichetta di presidenta, rifiutando gli accostamenti con Evita Peron, Michelle Bachelet e Dilma Roussef è la diretta interessata. «Quello che dico sui social network o nelle manifestazioni di strada - dice Lilian Tintori, 37 anni - Lo faccio solo per mio marito, incarcerato con un pretesto solo perchè è il più coerente oppositore del presidente della repubblica venezuelana». A microfoni spenti aggiunge quello che in Venezuela sanno pure i sassi, e cioè che il marito Leopoldo Lopez è non solo il candidato designato per le presidenziali ma che se si andasse al voto vincerebbe nettamente.

Lui è in carcere da più di un anno e da due settimane ha iniziato uno sciopero della fame invitando i suoi concittadini a votare contro il governo. Oggi, nel carcere di massima sicurezza assieme ad altri politici dell’opposizione, continua a mandare messaggi via Twitter attraverso Lilian, le poche volte in cui riesce a parlarle dietro le sbarre. A mollare non ci pensa neanche la moglie, che si fa fotografare con i figli piccoli che espongono il cartello “Papà siamo con te”. E in ogni occasione possibile lei e i figli indossano la maglietta con la scritta “Chi si stanca, perde”.

Belli e giovani, studi nelle migliori università americane: tutto fa della coppia un tandem d’attacco micidiale per il regime che ha ereditato da Chavez una difficile situazione economica. Se a questo si aggiunge che lei, oltre a essere maratoneta, maestra di yoga e campionessa di kitesurf, è anche laureata in un’università cattolica e che la scorsa estate è stata ricevuta da papa Francesco, ecco che si capisce il suo carisma politico, svincolata dal marito, brilla comunque di luce propria. E tenuto conto che si è specializzata in tecniche della comunicazione si capisce perchè sia sempre sulla cresta dell’onda, sapendo cosa dire e come, e sia corteggiata dai giornali e tv.

Sui settimanali popolari Lilian Tintori è la beniamina di mamme, nonne e giovani: brillante senza sembrare arrivista, decisa a difendere il suo uomo rischiando il carcere, racconta di quando conobbe il futuro marito in discoteca. Due domande cruciali quando le chiese la mano: «Sei disposta a sposarmi anche se questo comporterà sacrifici? Sei disposta a sposare il Venezuela?». Risposta scontata ma vera, visto quello che sta accadendo. Lui, il Lopez nazionale, ha già ottenuto percentuali plebiscitarie nei municipi di Caracas quando si è presentato per fare il sindaco. E lo ha fatto bene, visto che al rinnovo del mandato è passato dal 51 all’80%.

Ovvio che Maduro cerchi di sbarrargli il passo. Dopo la scomparsa nel 2013 del leader Chavez, che ha risollevatop l’orgoglio popolare e finanziato case, istruzione e sanità con i proventi del petrolio ai massimi storici, l’attuale presidente affonda giorno dopo giorno in una crisi economica che svuota i negozi e i supermercati, facendo mancare anche le medicine in ospedale. Normale che Lopez, figlio del primo presidente del Venezuela e con un seguito enorme, gli faccia paura. E così pure la giovane moglie.

Da La Gazzetta di Modena del 7 giugno 2015

 

 

 

 

 

 

 

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Pubblicato il 06/07/2015 — ultima modifica 06/07/2015
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