Il contributo delle Consulte regionali al Manifesto dell'associazionismo italiano nel mondo

In preparazione degli Stati Generali dell'associazionismo italiano nel mondo, il comitato promotore ha redatto un Manifesto, al quale aderisce anche il Coordinamento delle Consulte regionali dell'emigrazione. La coordinatrice nazionale Silvia Bartolini ha firmato, per conto di tutte le Consulte e gli uffici regionali che si riconoscono in questa linea, il documento che qui pubblichiamo, come contributo alle iniziative che intendono rilanciare sotto nuove forme l'associazionismo degli italiani all'estero.

IL DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE CONSULTE REGIONALI PER L'EMIGRAZIONE

 

 

Il Coordinamento delle Consulte regionali per l'emigrazione desidera esprimere soddisfazione  sia per la determinazione di convocare  gli Stati generali dell'associazionismo degli Italiani nel Mondo, sia per quanto è contenuto nel manifesto proposto in previsione dell'incontro.

Consideriamo positivamente anche l'intenzione di rifondare un coordinamento permanente, ipotizzato  come Forum, che divenga un interlocutore determinato e autorevole per tutte le Istituzioni che operano nell'ambito delle politiche rivolte agli italiani nel mondo.

Siamo allarmati dalla crescente disattenzione verso i milioni di italiani, iscritti all' AIRE  o meno, che vivono nel mondo e che costituiscono invece, una risorsa di grande importanza per la promozione del nostro Paese e delle sue peculiarità.

Questa scarsa attenzione, che in certi momenti diviene anche fastidio, l’abbiamo  riscontrata più in certe Istituzioni che nel mondo, soprattutto imprenditoriale, che viceversa comprende benissimo quale straordinario veicolo di penetrazione economica possono essere le nostre comunità all'estero.

L'abolizione della rappresentanza degli italiani all'estero nel Senato delle  autonomie locali,  così come ridisegnato dalle recenti riforme,  il procrastinare il rinnovo dei Comites, nonché il tentativo di sopprimerne molte decine in un blitz per fortuna bloccato dallo stesso Governo italiano, l'insofferenza in tante nostre Regioni verso le politiche rivolte ai corregionali all'estero, dipinte in troppe occasioni come polverose e nostalgiche realtà, sono tra i segnali preoccupanti di questa condizione. Ecco dunque  l’assoluta importanza di rilanciare l'attenzione verso la forma più propria attraverso la quale gli italiani all'estero si sono rappresentati nel tempo e ancora continuano a farlo, pur con iniziative diverse.

Il Manifesto traccia bene la storia dell'associazionismo all'estero attraverso il quale i nostri corregionali sono riusciti a sostenersi, ad auto organizzarsi, a difendersi nelle condizioni sociali drammatiche spesso incontrate, a crescere nelle loro collettività, a mantenere il collegamento con l'Italia e  le terre di origine, a sostenere le proprie famiglie in Italia, se solo pensiamo alle rimesse degli emigrati che per tanto tempo hanno costituito una parte importante del PIL del Paese e delle nostre Regioni.

Da questa riflessione nasce l'invito che vi rivolgiamo a dare conto nel Manifesto di come gran parte di questo associazionismo sia nato con caratteristiche locali e regionali molto prima che le Regioni venissero riconosciute in Costituzione  e che si determinassero come enti amministrativi dal ‘70 in poi. Questa caratteristica regionale, oltre che essere ben riconoscibile nel mondo, diviene oggi ancora più importante visto che da più parti si afferma che ciò che l’Italia deve esportare non sono solo i prodotti più famosi (che comunque, sempre dai territori partono) ma fondamentalmente sono i territori  con i loro brand emergenti e con tutta la ricchezza naturalistica, culturale, enogastronomica, ricettiva e produttiva in essi contenuti.

La potenzialità della realtà dell'associazionismo regionale è stata ben colta - come dicevamo - da tanti piccoli e medi imprenditori che chiedono alle nostre associazioni  di accompagnarli in attività di esportazione, ma anche da un interlocutore prestigioso come la Società EXPO 2015 di Milano. Pur con tutto il travaglio che le Regioni, ed i Consigli regionali in particolare, hanno attraversato in questi anni, le Consulte regionali sono ancora il riferimento istituzionale di circa 3500 associazioni regionali nel mondo, associazioni da noi periodicamente verificate attraverso leggi, regolamenti e atti amministrativi. La forte differenziazione tra queste realtà, costituisce un’ulteriore ricchezza, tenuto conto che tra esse vi sono anche molte associazioni di nuova emigrazione, a testimonianza che lo strumento associativo è ancora la  prima basilare forma di autorganizzazione e di rappresentazione esterna.

Siamo anche disponibili  a prendere parte, nelle modalità che gli Stati generali indicheranno, al Forum che si intende costituire, direttamente come Consulte e/o attraverso le nostre associazioni che in diversi casi fanno parte di raggruppamenti associativi più grandi. In particolare vorremmo portare il nostro contributo sulle nuove emigrazioni, sia durante il dibattito nell'ambito degli Stati generali, sia nel  Forum stesso,  nell'eventualità vi si possa prendere parte successivamente. A tale proposito suggeriamo che tra le proposte qualificanti del Manifesto, vi sia anche quella  di costituire  una rete mondiale  di accoglienza, sostegno e informazione rivolta ai nuovi italiani all'estero, usciti dal nostro Paese negli ultimi tempi. Questa rete potrebbe prevedere nei suoi punti nevralgici, a seconda della forza che possiedono nei diversi territori ognuna di queste realtà, associazioni regionali, sedi di associazioni nazionali,  patronati, uffici di Consolati o Consolati onorari , Parrocchie, Missioni, al fine di prevedere uno sportello, fisico o telematico, riferimenti "umani", opportunità di incontro, che esprimano in varie forme la vicinanza del nostro Paese ai nuovi emigrati.

La partecipazione è un complesso sistema di auto rappresentazione dei soggetti che sono chiamati a fare parte del consesso sociale. Questa complessità rimane tale sia in Italia sia all’estero, e pure articolandosi diversamente, non può essere semplificata attraverso giudizi sommari. L’associazionismo all’estero costituisce l’espressione più basilare ed estesa della partecipazione e la più direttamente collegata al nostro Paese, proprio perché articolata per la gran parte su base regionale.

Siamo certi che lo sforzo che si sta compiendo di ridare valore a questo articolato mondo fatto di persone con storie di grande valore e importanza per il nostro Paese, riaprirà i riflettori su una realtà in parte sottaciuta e darà all’Italia modo di  riacquisire  coscienza di una importante parte di sé, spesso dimenticata, ma orgogliosamente italiana e disponibile ad essere parte attiva nel rilancio dell’Italia all’estero.

Per il Coordinamento Nazionale,  Silvia Bartolini

Roma, 7 ottobre 2014

 

E' disponibile il testo del Manifesto

 

 

 

Azioni sul documento
Pubblicato il 15/10/2014 — ultima modifica 20/10/2014
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it