DONNE IN VIAGGIO “Storie, lavoro, creatività di donne migranti”

A Reggio Emilia un incontro per parlare delle migrazioni al femminile

Donne che se ne vanno lontano, donne che arrivano da lontano. Storie migranti, a volte dure e dolorose, spesso invisibili, sempre faticose. Storie di povertà, di lavoro, di creatività, di riscatto individuale e sociale. Se ne è parlato a Reggio Emilia, nel Chiostro della Ghiara, sabato 23 maggio. Insieme alla Filef  (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie), ad organizzare  l’incontro sono state la Consulta regionale degli emiliano romagnoli nel mondo e l’associazione antimafia Libera

L’idea era quella di raccogliere, scambiare  e mettere a confronto le testimonianze di coloro che vivono in prima persona la condizione di donne migranti, o l’hanno vissuto in passato. “Quelle che da tante parti del mondo sono venute in questi anni nella nostra terra – spiega Laura Salsi, presidente della Filef - e quelle che, un tempo, da Reggio sono partite per altri Paesi europei e altri continenti. Vogliamo far conoscere le loro esperienze, non solo per conservarne doverosamente la memoria, ma per costruire qui ed ora risposte utili ad esigenze concrete. E anche per superare una rappresentazione della donna immigrata come marginale o secondaria, per rendere chiara l’azione integratrice che le donne svolgono sul piano relazionale, sociale e lavorativo”.

Spesso, i fenomeni migratori vengono raccontati solo attraverso i numeri che indicano presenze, permessi di soggiorno, trascurando il vissuto delle donne migranti. “Invece – continua Laura Salsi – è  necessario capire a fondo la realtà dei nostri territori, come si cerca di imparare a vivere insieme, in un percorso non facile e non privo di conflitti, Per ciascuna, ciò che è stato ed è in gioco è la libertà, la possibilità di costruire una vita nuova, di creare con maggiore consapevolezza i legami famigliari e crescere i propri figli”.

Il vissuto delle donne in carne ed ossa ha preso forma, durante l’incontro, nelle parole di storiche protagoniste dell’emigrazione reggiana all’estero, come Enrica Oranci e Giovanna Ceci, e in quelle di “nuove reggiane” come Olga, Nadia, Eleonora.  Altre donne hanno raccontato di progetti come “Lunenomadi” (ideato dalla associazione Nondasola, con un laboratorio nel quale  si insegna il mestiere di sarta) e “L’abaco del mondo” (con il quale ragazze e ragazzi di varie origini cercano di inventarsi un lavoro).

Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo ha sottolineato l’importanza di conservare e valorizzare la memoria dell'emigrazione femminile, il cui ruolo è stato a lungo tenuto in secondo piano. " Con questo intento, la Consulta - afferma la Bartolini - ha raccolto un primo nucleo di storie di donne che dai primi flussi migratori fino ad oggi sono state protagoniste dell'emigrazione e ha realizzato un catalogo, il catalogo dell'emigrazione femminile dell'Emilia- Romagna, nel quale spiccano storie di tante donne straordinarie, che ancora oggi sono un  esempio per tutti". 

In rappresentanza dell’amministrazione comunale, gli assessori Franco Corradini e Natalia Maramotti hanno a loro volta ricordato le politiche messe in campo per promuovere dialogo, confronto, relazioni positive, informazione, opportunità di lavoro, autonomia economica e sociale.

 

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Pubblicato il 02/07/2013 — ultima modifica 02/07/2013
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