Coldiretti denuncia: Masterchef nelle ricette usa il finto parmigiano

Solo in Emilia-Romagna il falso marchio “Parmesan” causa danni per 8 miliardi e 30 mila posti di lavoro

Nelle ricette proposte dalla trasmissione Masterchef nei diversi continenti, dall'Australia agli Stati Uniti, si parla spesso di Parmesan invece che di Parmigiano Reggiano o di Grana Padano. Lo denuncia la Coldiretti, nel sottolineare l'importanza di rispettare la tradizione produttiva italiana nella popolare trasmissione televisiva seguita da milioni di spettatori a livello internazionale. La cucina, sottolinea la Coldiretti, deve svolgere un ruolo determinante nel difendere e far conoscere le tradizioni alimentari e con esse la vera identità dei prodotti impiegati. Invece nei siti ufficiali della trasmissione Masterchef dei diversi continenti, precisa la Coldiretti, si fa spesso riferimento a piatti che hanno come ingredienti il Parmesan anche quando fanno esplicito riferimento a ricette tricolori. Sul sito ufficiale di Masterchef Australia, ad esempio, si parla di 'Pasta con mais, erbe e Parmesan' e di 'Risotto al Parmesan con uovo cotto in camicia' o addirittura di 'Pomodoro basilico e bruschetta al Parmesan'.

''E' una situazione che alimenta una grave incertezza sulla reale origine dei prodotti utilizzati - conclude la Coldiretti – poiché  il Parmesan è l'imitazione più diffusa del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano nel mondo, con una produzione che, solo negli Stati Uniti, tra Wisconsin, California e New York, arriva a 120 milioni di chili l'anno''. La produzione di falsi Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel mondo ha sorpassato per la prima volta quella degli originali nel 2014, provocando anche il calo del valore delle esportazioni, in controtendenza al record segnato all'estero dall'agroalimentare Made in Italy e ai risultati positivi registrati da altri formaggi come pecorino e gorgonzola. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti secondo la quale nel 2014 la produzione delle imitazioni del Parmigiano e del Grana ha superato i 300 milioni di chili (contro i 295 della produzione made in Italy), realizzati in gran parte negli Stati Uniti: dal falso parmigiano vegano a quello della Comunità Amish, dal parmesan vincitore addirittura del titolo di miglior formaggio negli Usa al kit che promette di farlo in casa in soli due mesi. Ma c’è anche il parmigiano in cirillico che si è iniziato a produrre in Russia dopo l'embargo, il parmesao brasiliano, il reggianito argentino e il 'parmesan perfect' prodotto in Australia.

Sul mercato europeo ed in Italia sono inoltre arrivati - prosegue Coldiretti - i cosiddetti similgrana di bassa qualità, spesso venduti con nomi di fantasia, che ingannano i consumatori sulla reale origine che è prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. Intanto, decine di allevatori sono scesi in piazza a Bologna per protestare contro la proliferazione incontrollata dei falsi Parmigiano reggiano, fenomeno che, calcola Coldiretti, produce danni miliardari al sistema produttivo emiliano- romagnolo. "Solo in Emilia-Romagna abbiamo stimato un furto di 8 miliardi in termini di valore. Parliamo di 30 mila posti di lavoro. Subiamo un furto in termini di identità e anche in valori economici".

 

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Pubblicato il 10/03/2015 — ultima modifica 10/03/2015
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