Assemblea Plenaria CGIE, l’intervento di Silvia Bartolini

Rinnovo Comites, coordinamento Regioni-CGIE, corsi di lingua italiana, protagonismo giovani e situazione Rai Internazionale, i temi trattati.
Assemblea Plenaria CGIE, l’intervento di Silvia Bartolini

Silvia Bartolini

La presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo Silvia Bartolini ha partecipato a Roma all’Assemblea plenaria del CGIE (Consiglio generale degli italiani all’estero). L’incontro si è aperto con la commemorazione del ministro Mirko Tremaglia, che ha coinvolto tutti i partecipanti, seguita dalle relazioni del Governo e del comitato di presidenza. L’ordine del giorno prevedeva anche gli interventi dei vice segretari generali e dei presidenti delle commissioni tematiche, un’informativa sulle elezioni dei Comites e del CGIE, la discussione sugli istituti di rappresentanza degli italiani all'estero e sul reperimento di risorse straordinarie per evitare la chiusura dei corsi di lingua italiana nel mondo. Si è parlato anche della situazione della rete consolare, del ripristino delle risorse per le politiche sociali rivolte agli italiani residenti all’estero, di come dar seguito alla prima Conferenza mondiale dei giovani italiano all’estero che si è svolta a Roma nell’ormai lontano 2008, e degli interventi per la salvaguardia di Rai International e della stampa italiana fuori dai confini nazionali.

Nel suo intervento Silvia Bartolini si è innanzitutto associata al tributo che l’Assemblea plenaria ha rivolto all’operato di Mirko Tremaglia come ministro per gli italiani all’estero, ricordando come Tremaglia, già anziano, sia stato accolto con affetto, gratitudine ed entusiasmo dai giovani riuniti alla Conferenza mondiale di Roma del 2008, quando già non era più ministro.

Bartolini ha quindi affrontato il tema del rinnovo dei Comites e del CGIE, spiegando come sia “necessario procedere al più presto a nuove elezioni, perché siamo già arrivati al terzo anno di proroga e rischiamo di non raccogliere nelle forme di rappresentanza di questi due organismi il protagonismo giovanile evidenziato negli ultimi anni, almeno a partire dalla Conferenza mondiale dei giovani”. La presidente della Consulta ha proseguito dicendo che “sarebbe un errore far coincidere il rinnovo dei Comites e, in seconda battuta, del CGIE, con le elezioni politiche del 2013, perché ciò porterebbe a una competizione sbagliata degli istituti di rappresentanza degli italiani all’estero, che devono godere di una autonomia profonda”. 

In risposta al consigliere Tonino Inchingoli della VI commissione Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE, che ha lamentato l'assenza delle Regioni ai lavori della commissione CGIE-Regioni da lui presieduta, Silvia Bartolini ha ricordato il costante impegno dell’Emilia-Romagna e delle altre Regioni più attive nelle politiche rivolte ai corregionali all’estero: “purtroppo, le Regioni preposte al coordinamento non hanno dato il meglio di sé”, tanto che quelle presenti all’Assemblea hanno deciso di autoconvocarsi il 22 marzo prossimo.

La presidente della Consulta, dopo avere insistito sulla “necessità di dare riposte e impulso alle richieste dei giovani”, ha affermato che “rimane aperta in modo drammatico la questione dell’insegnamento della lingua italiana nel mondo,  a causa della Finanziaria vigente che ha tagliato del 50 per cento i corsi di italiano, soffocando così la promozione della nostra cultura all’estero”. Silvia Bartolini ha invitato le Regioni a “riflettere sulla proposta del CGIE di istituire una agenzia che si occupi in modo unitario e coordinato di promuovere la lingua e la cultura italiana nel mondo, come fanno analoghi organismi di altri Paesi quali il Goethe Institut o l’Alliance Francaise”.

Bartolini ha poi sottolineato come il nuovo governo abbia “dimostrato con la sua relazione di essere più sensibile del precedente alle istanze degli italiani all’estero, ma deve dare segni tangibili di questa svolta stabilendo le elezioni dei Comites e correggendo lo stanziamento per l’insegnamento dell’italiano all’estero”.

La presidente della Consulta ha infine parlato di Rai Internazionale, chiedendo “programmi di maggior qualità, magari orientati a valorizzare anche le produzioni regionali e, in ogni caso, non troppo distanti dalla programmazione nazionale, in modo che chi vive all’estero possa seguire le stesse trasmissioni di chi sta in Italia”. Ha  inoltre chiesto che anche il CGIE si pronunci sul “gravissimo atto di chiusura, o di ridimensionamento fino all’impossibilità di funzionare” delle sedi Rai in tutto il mondo. “Già la chiusura di Montevideo ha comportato una limitazione dell’informazione rivolta agli italiani nel mondo, ma ora l’idea che si possa rinunciare anche alle sedi in Europa rappresenta un danno al diritto di informazione e un depauperamento della qualità dei Tg della Rai non del tutto comprensibile”.

 

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Pubblicato il 06/03/2012 — ultima modifica 06/03/2012
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