A Cartagena de Indias, in Colombia, si celebrano gli Antonelli

Gli architetti militari romagnoli costruirono 400 anni fa le fortificazioni della città
A Cartagena de Indias, in Colombia, si celebrano gli Antonelli

Cartagena de Indias, il muro di cinta con il particolare delle batterie di cannoni

Cartagena de Indias, in Colombia, celebrerà tra settembre e ottobre il genio costruttivo degli Antonelli, una dinastia di ingegneri e architetti militari originari di un piccolo paese della Romagna, Gatteo. Messisi al servizio della corona di Spagna, gli Antonelli realizzarono nell’arco di novant’anni, tra il 1559 e il 1649, fortificazioni in Spagna, nel nord Africa e nei Caraibi, di cui diverse riconosciute dall’Unesco “patrimonio dell’Umanità”.  

Gli Antonelli rappresentano pertanto un patrimonio culturale italiano unico al mondo, anche se poco conosciuto. Furono senz’altro i più grandi architetti militari dei Caraibi durante i regni di Filippo II, Filippo III e Filippo IV. Purtroppo, il  ripetersi degli stessi nomi e cognomi per un secolo e per tre generazioni, ha favorito la confusione tra un personaggio e l’altro, rendendo difficile il chiarimento delle relazioni di parentela e la datazione delle loro opere. Sembra certo che il primo Antonelli a calpestare il suolo americano fu Battista (il fratello minore di Giovanni Battista) il 25 marzo 1582, quando arrivò a Rio de Janeiro per raggiungere da lì, senza riuscirci, lo stretto di Magellano, dove avrebbe dovuto costruire due forti progettati da un altro ingegnere italiano, Tiburzio Spannocchi. Agli Antonelli gli storici hanno anche assegnato la paternità dei tracciati regolari e ortogonali delle città ispanoamericane, ad esempio attribuendo a Giovanni Battista Antonelli il piano urbano a scacchiera della città di Santiago de los Caballeros de Guatemala, fondata nel 1543 nella valle de El Panchoy, oggi conosciuta come Antigua. Anche la pianta urbana di Santo Domingo è opera degli Antonelli.

A Cartagena, chiamata “la perla dei Caraibi”, il centro storico, anch’esso patrimonio Unesco, conserva le tracce del passato coloniale. Una delle  bellezze della città è la muraglia, la fortificazione che circonda la parte antica, progettata e costruita dagli Antonelli. Si tratta del muro di cinta con i baluardi di Santa Catalina, San Lucas e San Felipe, opera di  Battista Antonelli, Cristoforo Roda Antonelli e Gian Battista Antonelli il Giovane. La prima pietra della fortificazione fu posta l’8 settembre 1614, esattamente 400 anni fa. Gli ingegneri militari di Romagna saranno ricordati con una mostra che metterà in luce il loro quasi centenario lavoro.

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Pubblicato il 30/08/2014 — ultima modifica 30/08/2014
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