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La Resistenza vista da lontano

Un giovane urugayano di origini emiliano romagnole racconta la Liberazione
La Resistenza vista da lontano

Partigiani a Bologna il 21 aprile

Ecco, la guerra é finita. Cosí cominciava, l´editoriale del Corriere della Sera scritto in prima pagina da Dino Buzzati.

Era il 25 aprile 1945 che da quel momento diventerá in Italia il Giorno della Liberazione.

Il giorno della Liberazione è un giorno fondamentale per l’Italia democratica. E vorrei qui approfondire per i giovani emiliano romagnoli che come me sono nati e vivono all’estero, che cosa la Liberazione abbia rappresentato per il nostro paese di origine e ricordare i tanti uomini e donne che hanno dato le loro vite per la libertà.

L´Italia della Seconda Guerra Mondiale soffrí la vergogna di appartenere a un regime totalitario e, fascista, di cui fu capo Mussolini alleato alla Germania nazista. In questo triste panorama,  la resistenza dei partigiani fu molto importante per sconfiggere e sanare questo terribile dolore e questa vergogna.

Piú di 300 mila uomini e donne formarono le 575 brigate Garibaldi. Le brigate d'assalto "Garibaldi", durante  la Resistenza Italiana furono delle brigate partigiane legate prevalentemente al Partito Comunista Italiano in cui militavano anche esponenti di altri partiti del CLN, specialmente socialisti. Questo, anche se in realtà la maggioranza dei combattenti nelle Brigate Garibaldi non manifestava una chiara identità politica. Coordinate da un comando generale diretto dagli esponenti comunisti Luigi Longo e Pietro Secchia, furono le formazioni partigiane più numerose e quelle che subirono le maggiori perdite totali durante la Guerra partigiana. In azione i componenti delle brigate indossavano per riconoscimento fazzoletti rossi al collo e stelle rosse sui copricapi.

198 erano invece le brigate Giustizia e Libertá . Giustizia e Libertà fu un movimento politico radical socialista fondato a Parigi nel 1929 da un gruppo di esuli antifascisti, tra cui emerse come leader Carlo Rosselli. Il movimento era vario per tendenze politiche e per provenienza dei componenti, ma era comune la volontà di organizzare un’opposizione attiva ed efficace al fascismo in contrasto con l’atteggiamento dei vecchi  partiti antifascisti, giudicati deboli e rinunciatari. Il movimento Giustizia e Libertà svolse anche un’importantissima funzione di informazione e sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica internazionale, svelando la realtà dell’Italia fascista che si nascondeva dietro la propaganda di regime, in particolare grazie all’azione di Gaetano Salvemini, che era stato l’ispiratore del gruppo e il maestro di Rosselli.

Le Brigate Matteotti erano 70.  Queste furono, durante la Resistenza delle formazioni partigiane legate al Partito Socialista Italiano di Unitá Proietaria (PSIUP). Furono uno dei cinque principali gruppi politici partigiani che parteciparono alla lotta di liberazione nazionale assieme alle 54 Brigate del popolo che con le Brigate Fiamme Verdi e le Brigate Osoppo facevano riferimento alla Democrazia cristiana e al mondo cattolico. E poi c’erano altre formazioni varie come le brigate Bandiera Rossa Roma di tendenza anrchica, gli Azzurri (borghesi e monarchici) e la brigata Mazzini (repubblicani veneti) e altre 255 brigate autonome.

Già nel 1944 la guerra di Liberazione aveva dato vita a 3 grandi repubbliche partigiane, principalmente nella frontiera nord, ognuna con 80 mila abitanti. Mentre proseguiva la guerra contoa il fascismo, e nonostante il regime repressivo, nella primavera del 45’ i partigiani lanciarono una offensiva con centomila combattenti, la metá con le brigate Garibaldi, in importanti cittá come Bologna e Torino che furono liberate prima dell´arrivo degli Alleati. Anche in altre città dell’Emilia Romagna la resistenza aveva preso il controllo delle principali punti strategici facilitando il compito degli anglo- stuatunitensi.

Dobbiamo ricordare oggi che sebbene l´Italia sia stata distrutta da quella brutta malattia che è la guerra ha saputo comunque rialzarsi e andare avanti con grandi sacrifici .

E per dovere di cronaca dobbiamo aggiungere che il 25 aprile fu un giorno davvero disastroso per i nazisti. In quel momento le truppe sovietiche si trovavano sulle rive dell´Elba e avanzavano verso la Germania dall´Est e le truppe statunitensi facevano lo stesso dal Ovest.

 

Anibal Tato, Montevideo (Uruguay)

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Pubblicato il 10/05/2012 — ultima modifica 10/05/2012
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