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L’Uruguay celebra Michelangelo Antonioni nel centenario della nascita

A dicembre alla Cineteca di Montevideo le più belle pellicole del regista ferrarese
L’Uruguay celebra Michelangelo Antonioni nel centenario della nascita

Michelangelo Antonioni

Lo scorso 29 settembre si sono celebrati i cento anni della nascita di Michelangelo Antonioni, uno dei nomi più importanti del cinema italiano e del mondo. Tutti sanno che i numeri sono una buona scusa per rendere omaggio alle persone famose, i numeri e indubbiamente, in questo caso,  la qualità del loro lavoro, nello specifico di Antonioni, il cinema.

Così Antonioni si celebra anche in Uruguay: alla Cineteca di Montevideo per  tutto il mese di dicembre potremo vedere Cronaca di un amore, Le amiche,  Il grido, L´avventura, La notte, L´eclisse, Il Deserto rosso, Blow up, Zabriskie Point, Il mistero di Oberwald, Identificazione di una donna ed Al di lá delle nuvole.

Sin dalla nascita della settima arte, le produzioni hanno fatto appello alle risorse più intime dell´immaginazione degli autori: impertinenza, fantasia, attenzione e curiosità soprattutto. Queste qualità si uniscono in  Antonioni e più in generale, in quella che è la nostra identità come emiliano romagnoli.

Nato a Ferrara, questo emiliano borghese della classe media ha studiato a Bologna economia e commercio. Però presto si è reso conto che il cinema era una delle cose più importanti per lui. Fu critico nella rivista Cinema diretta da Vittorio Mussolini (il figlio di Benito), in cu, ironia della sorte,  scrissero molti giovani antifascisti che dopo hanno promosso il Neorealismo. Ma qualcosa che Antonioni scrisse non deve esser tanto piaciuta a Mussolini, perché il giovane Antonioni fu licenziato della rivista poco dopo. Nel 1942 cominciò a studiare cinema nel Centro Sperimentale di Roma, e allo stesso tempo si avvicinò alla industria cercando lavoro. Prese parte a un film di propaganda all´Aeronatica fascista, diretto da Roberto Rossellini, poi negli anni seguenti scrisse per altri registi come nel caso de (I due Foscari), nel 1942, di Enrico Fulchignoni. Autore di riferimento del cinema moderno fin dall’esordio nel 1950 con Cronaca di un amore, Antonioni ha firmato alcune delle pagine più intense e profonde del cinema degli anni sessanta e settanta. Con Deserto rosso che nel 1964 è Leone d'oro al Festival di Venezia) e Blow-Up che si aggiudica la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1967 Antonioni sale di diritto nell’olimpo dei grandi registi di tutti i tempi.

Anibal Tato, Montevideo, Uruguay

 

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Pubblicato il 09/11/2012 — ultima modifica 09/11/2012
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