Spazio giovani

Il giorno che incontrai Garibaldi. Lui a cavallo, io in bicicletta.

Un viaggio su due ruote attraverso il Sudamerica per la Consultrice Magalì Pizarro
Il giorno che incontrai Garibaldi. Lui a cavallo, io in bicicletta.

Magalì e Garibaldi

 

Chi l’avrebbe detto che un giorno mi sarei ritrovata sulla strada, in bicicletta, con i miei bagagli, seguendo i cartelli stradali che indicano “Garibaldi”.

Non immaginavo proprio di trovarmi in Brasile. Beh, si, nel paese del calcio, i sapori ed il ritmo ci sarei venuta prima o poi, ma trovare “l’eroe dei due mondi” scritto sulla mappa è stata tutta una sorpresa.

Appena attraversata la frontiera con l’Uruguay ci avevano detto che ci saremo trovati con delle comunità italiane e tedesche in tutta la zona di Rio Grande Do Sul.

Andando avanti a forza di pedalate ci si addentra nel cuore di questa terra bellissima, di colori verdi intensi, di salite lunghe da rimanere (quasi) senza fiato. Le giornate passano fra racconti in portoghese che cerco di capire essendo attenta ad ogni parola pronunciata e cercando di imparare sempre di più.

In questa zona di “morro” brasiliano ci sono giorni in cui non è possibile superare record di km. Così è andata il giorno che Garibaldi ci vide arrivare: dopo una giornata di 40km in salita è arrivata di colpo la pioggia, proprio quando stavamo facendo merenda. L’idea era quella di poter macinare una ventina di km in più ma tenendo conto che il “paese italiano” era a soli 5km ed eravamo curiosi, abbiam deciso di soffermarci lì.

Quando studiavo storia e cultura italiana all’Università mi capitò di leggere di Garibaldi e rimasi davvero stupita. "L'eroe dei due mondi" che si giocò la vita portando i suoi ideali oltre i confini italiani, lottando per la libertà dei popoli e avendo grande accettazione come lider di masse.

Arrivati a Garibaldi, i carteli stradali ci indicano che qui si produce il miglior champagne. In effetti, mentre  cerchiamo un posto dove dormire, tutti ci parlano dei vitigni, della forte appartenenza che ogni persona dimostra verso la sua terra.

Qui dove le strade vanno incontro ai "morros", sempre in salita, con lo sguardo delle case attente verso l'orizzonte, qui è nata la storia più affascinante del Sud brasiliano.

Nel 1835 cominció la Guerra dei Farrapos in cui ebbe particolar partecipazione l'eroe italiano, esiliato dall'Italia. Una guerra che aveva come obiettivo principale quello di rendere libera e indipendente la regione di Rio Grande do Sul dagli imperialisti. In quel periodo, Garibaldi fu la figura indiscusa, rappresentante della Giovine Italia, e comandante in carica insieme a Bento Gonçalves da Silva y Gomes Jardim, le autorità riograndensi di questa nuova "Repubblica".

La Rivoluzione Farroupilha durò un decennio ed ebbe anche la partecipazione dell'amata Anita Garibaldi, sua moglia ed eroina a cui fu dedicato un altro paese, che porta il suo nome così come porta il nome Anita Garibaldi la cittadina dove la donna morì, in provincia di Ferrara.

Quella notte a Garibaldi l'abbiamo condivisa con i pompieri volontari che, facendo onore al nome dell'eroe, sono al servizio di ogni cittadino mettendo tutte le sue forze in gioco. Fra chiacchiere e un bel mate, sembra  quasi di essere in Argentina, oppure in Italia, parlando con orgoglio della nostra storia.

Siamo lontani da quel decennio di Rivoluzione ma sappiate che Rio Grande do Sul ha ancora presente quel sentimento di indipendenza. Lo si vede nel parlare della gente "qui, abbiamo tutto, industria, alimentari, cultura, storia, non ne abbiamo bisogno di altro, noi siamo una Repubblica in sé"; "una volta, in una partita di calcio che si giocò da queste parti, le persone hanno cantato l'Inno riograndense al posto di quello brasiliano, e lì abbiam capito che siamo ancora noi, unici".

E infatti loro sono unici. Rio Grande do Sul ha un suo battito particolare, basta farsi un giro (se è in bicicletta ancora meglio) per capire quanto ne siano orgogliosi della loro terra, delle loro origini.

Dovremmo imparare un po’ tutti, da questi brasiliani con la "rivoluzione in testa", ad essere fieri della nostra terra: il Sudamerica, di sangue nuovo e tante strade da percorrere con mille storie da raccontare.

 

Magalì Pizarro, Viedma, Argentina

 

N.d.r Magalí Pizarro, argentina di Viedma, membro giovane della Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, al momento si trova nel bel mezzo di un lungo viaggio in bicicletta (a ulteriore testimonianza del suo Dna emiliano romagnolo!) lungo il Sudamerica che l’ha portata dall’Argentina, all’Uruguy e ora in Brasile. Da lì ci ha mandato questo suo articolo. Se volete saperne di più sul suo viaggio e collaborare con lei, potete visitare: http://bit.ly/1G115Lc

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Pubblicato il 06/03/2015 — ultima modifica 06/03/2015
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