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Da Mar del Plata un ricordo di Luigi Illica

Il grande librettista di Castell'Arquato celebre anche oltreoceano
Da Mar del Plata un ricordo di Luigi Illica

Illica con Giacosa e Puccini

Il prossimo mercoledì 20 giugno si celebra in Argentina, il giorno della Bandiera, giornata non lavorativa che ricorda la data in cui prese il via l’immortalità di Manuel Belgrano nell’ anno 1820. Nato a Buenos Aires ma figlio di italiani, Belgrano ebbe non solo una partecipazione molto importante durante l’Indipendenza del paese sudamericano in mani spagnole, ma fu anche creatore della bandiera celeste e bianca con il sole “incaico” nel centro che rappresenta la nazione che due anni fa ha compiuto 200 anni di vita. Ricordiamo che tutte le mattine, nelle scuole argentine, si canta la canzone alla bandiera, denominata “Alta nel cielo”, celebrando l’elemento che rappresenta ufficialmente lo Stato Argentino. E questa canzone, proviene dall’aria principale dell’opera nazionale argentina “Aurora” creata dall’argentino Hector Panizza, proprio per il centenario della Patria nel 1910 e che fu presentata per prima volta nella stagione inaugurale del Teatro Colon di Buenos Aires. Panizza ha avuto come librettista il piacentino Luigi Illica. Luigi Illica nato a Castell’Arquato il 9 maggio 1857 , è stato un commediografo e librettista italiano. Si dedicò al teatro scrivendo varie commedie e soprattutto, a partire dal 1892, libretti d’opera. È sicuramente tra i principali librettisti dell’epoca post-verdiana e lavorò per Giacomo Puccini, Alfredo Catalani, Umberto Giordano e molti altri musicisti.

I suoi libretti sono un fedele specchio della cultura letteraria del tempo e delle correnti che la percorsero. Lui ha scritto il libretto originale dell’opera Aurora, per il centenario della Rivoluzione di Maggio Argentina nel 1910, grazie alla collaborazione dello storico argentino Hector Cipriano Quesada, il quale ha raccontato il contesto storico nazionale e le vicende dell’epoca per l’opera argentina creata da Panizza.

In questa sua attività fu di particolare rilievo l’incontro con Giuseppe Giacosa con cui collaborò e scrisse i suoi libretti più famosi: La bohème, Tosca, Madama Butterfly (tutti per Puccini). Il più fortunato dei libretti scritti da solo è quello dell’Andrea Chénier per Giordano. Morì all’età di sessantadue anni a Colombarone, poggio sopra Castell’Arquato, il 16 dicembre 1919. È sepolto nel cimitero di Castell’Arquato. In questo modo, vogliamo ricordare la figura di Illica, una traccia emiliana romagnola nel mondo, proprio in questa settimana che in Argentina festeggiamo il giorno della Bandiera Argentina.

Marcelo Carrara, Mar del Plata (Argentina)

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Pubblicato il 19/06/2012 — ultima modifica 19/06/2012
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