Catalogo dell'emigrazione femminile

Mary Bassi

Nota biografica

Mary BassiMary Bassi nasce a Buenos Aires nel 1934. La madre, Maria Luisa Blamey, aveva origini inglesi fortemente connotate sul versante intellettuale. Tra i nonni vi era Guido Jacobacci, l’“ingeniero delle Ande” con discendenze modenesi, cui è stata dedicata una cittadina omonima nello stato patagonico del Rio Negro, dopo che nel 1916 aveva inaugurato l’ardito tratto ferroviario San Antonio de Oeste-San Carlo de Bariloche, tra l’Atlantico e le Ande. L’effervescente clima culturale di famiglia trova per Mary diretto riscontro nel simposio intellettuale ricostruito ad ogni estate nell’estancia ai piedi della cordigliera andina fondata a suo tempo da Guido per curare gli acciacchi accumulati nel rigido clima patagonico nel corso dell’eccezionale impresa ferroviaria. Qui si sono venuti accumulando nel tempo romanzi letterari, spartiti musicali, collezioni scientifiche, oltre a una pletora di preziosissimi oggetti, mobili e vestiti. Le secche estati trascorse nell’Andalgalà, in Catamarca, hanno rappresentato per May un momento fondamentale nella propria formazione di artista. L’arte l’ha subito attratta, spingendola a frequentare il Collegio di Belle Arti Fernando Fader. Suo maestro e mentore diviene Kenneth Kemble. Tuttavia, con il matrimonio, è subentrata una lunga pausa creativa. La ripresa data al 1970, con una personale presso l’atelier Pettoruti di Buenos Aires. Dal 1980 espone un po’ ovunque. Oggi le sue opere si trovano nei principali musei argentini e in collezioni private sparse in tutto il mondo che fanno capo a nomi come American Express, City Bank, Merryl Lynch, United Airlines. In Argentina, Cile e Brasile si possono pure ammirare negli Sheraton Hotel, quindi nel Marriot Plaza Hotel di Buenos Aires e nell’Iguazù Grand Hotel alle omonime cascate. Il suo periodo più produttivo arriva fino al 1997. Nella sua estancia di fronte alla spiaggia accoglie e riproduce in maniera delicata i moti dell’animo impressi dalla natura potente della Pampa. Così, nella vastità delle praterie, un filo d’erba, una fioritura, un tramonto diventano echi d’infinito, segni di un rapporto intuitivo e impressionistico col mondo che vira di dipinto in dipinto verso l’astrazione, come se Monet, in fondo al giardino, incontrasse e cedesse i pennelli a Nicolas de Staël. L’ultima grande mostra è nel 2009 alla galleria El Socorro di Buenos Aires.

 

Luogo di provenienza: Provincia di Modena

Principale luogo di destinazione: Argentina.

Nota a commento

Le notizie sopra riportate derivano da una testimonianza personale.

Fonte: Consulta degli Emiliano- Romagnoli nel mondo

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Pubblicato il 04/06/2014 — ultima modifica 04/06/2014
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