Catalogo dell'emigrazione femminile

Lea Passini

Nota biografica

Lea PassiniLea Passini prende la decisione di emigrare all’età di soli 15 anni, passata la guerra. Come racconta: “La scuola non l’avevo fatta, ero più o meno nell’ignoranza, senza sapere cosa fare”. Poche classi elementari, ma niente esame di quinta, erano tempi duri a ridosso della Linea Gotica; poi la “Scuola dei camerieri”, ma ancora nessun esame, è tempo di prendere su due vestiti per andare a Roma, in famiglia. Molto presto si “stufa di fare la serva”; tuttavia, “non c’era altra possibilità”. Viene accolta come una liberazione la prospettiva della Svizzera, fatta balenare da una giovane amica che il viaggio l’aveva già fatto, sola ma con il contratto di lavoro in tasca. “Ci siamo mantenute in contatto, mi ha scritto e sono andata a lavorare alla Souchard, una fabbrica di cioccolata”. Lea trova in Svizzera il sostegno dei compaesani emigrati da Fanano e Serrazzone. Vuole però di più, la piena emancipazione. Trova lavoro in una fabbrica di orologi, a Neuchâtel. Il lavoro operaio, nel settore meccanico, rappresenta una conquista personale e le consente di scegliere: passa ad una fabbrica di macchine per maglierie, quindi si mette a realizzare caratteri per le macchine da scrivere. Incontra un altro emigrato italiano, proveniente dal bellunese: “Si cercava di andare ai locali dove c’erano gli italiani. Non so perché, ci si attaccava di più…”. Le nozze vengono celebrate a Fanano, il matrimonio è registrato in Svizzera. Arriva un figlio, ciò che spiega come mai - nonostante vi siano stati “degli anni nei quali avremmo potuto rientrare, nel ’65-‘70” - Lea e il marito decidano di rimanere oltralpe. Ma con le due nipoti continua a parlare in italiano.

 

Luogo di provenienza: Fanano (provincia di Modena).

Principale luogo di destinazione: Svizzera.

Nota a commento

Lea ha testimoniato la propria biografia a Nora Sigman il 27 settembre 2002.

Fonte: Antonio Canovi, Nora Sigman, “Altri modenesi. Temi e rappresentazioni per un atlante della mobilità migratoria a Modena” EGA, Torino, 2005.

 

 

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Pubblicato il 04/06/2014 — ultima modifica 04/06/2014
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