Catalogo dell'emigrazione femminile

Carla Cenacchi

Nota biografica

Caral CenacchiCarla arriva in Perù nel marzo 1953, dopo essersi sposata per procura con un bolognese che vi era approdato sei mesi prima. Il matrimonio era stato fatto per procura, non raggiungendo la sposa la maggiore età dei 21 anni richiesti per legge. Il viaggio per mare sulla “Antoniotto Usodimare” dura 29 giorni, con partenza da Genova e sbarco al porto di Callao. Una volta in Perù, lei avvia un serrato scambio epistolare con la mamma, rimasta a Pontecchio. Sono lettere-ricette, attraverso le quali apprende a fare il ragù, le polpette, il polpettone, la minestra di fagioli, le pesche ripiene, l’arrosto al latte. Lo scambio è intenso: attorno al cibo, è la filosofia della madre, si tiene unita la famiglia; mentre per Carla cucinare i piatti tipici è un modo per attenuare la nostalgia, o persino per rovesciarla nel contrario. Carla - che di otto sorelle era la sola ad aver studiato da maestra – trova lavoro in una scuola italiana nella zona del porto, mentre il marito insegna nel Collegio Salesiano. Si trasferiscono nella Sierra, a Huaraz, in un’azienda agricola con migliaia di pecore Merinos: mentre lui amplia le conoscenze in campo agricolo, lei ha modo di insegnare l’italiano ai “cholitos”, i figli degli operai. E’ tempo di fare quel salto che altri familiari già hanno fatto, nei dintorni di Bologna: aprire un locale, a Lima. Si fanno conoscere per i loro piatti, il caucau, il mondonguito e l’arroz con pato si sposano alle crescentine, a tortellini e tortelloni, alle tagliatelle, senza dimenticare l’ossobuco con polenta, il bollito misto, il friggione, le frittelle di mele, le sfrappole, la zuppa inglese, la ciambella. Ormai alla terza generazione, la “Trattoria Italia” distribuisce simpatia da mane a sera, cominciando con il caffè e il cappuccino, per passare ai biscotti fatti in casa, quindi a prosciutto, salame, mortadella, coppa e formaggi di ogni tipo. Ogni ora del giorno è buona per gustare un antipasto con crescentine, oppure gli sfilatini, un po’ meno le salsicce e i cotechini a causa del clima, mai davvero freddo.

 

Luogo di provenienza: Pontecchio Marconi (Provincia di Bologna).

Principale luogo di destinazione: Perù.

Nota a commento

C’è un filo familiare e culinario che lega Lima a Bologna: due mondi lontani e un comune destino. Una sorella di Carla gestisce il “Bersagliere” a Casalecchio; un fratello ha rilevato la “Bettola” a Sasso Marconi; alcuni nipoti mandano avanti il “Meloncello” a Bologna.

Fonte:

Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo

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Pubblicato il 04/06/2014 — ultima modifica 04/06/2014
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