Casa della memoria dell'emigrazione

Da Bellaria e Igea Marina a Cattolica

Strada Rimini

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La via dei sapori dell’entroterra riminese parte da Bellaria e Igea Marina, due note località balneari ormai unite fra loro a formare un unico Comune. La Strada parte dalla statale 16, per dirigersi verso sud lungo la valle del fiume Uso, fino a raggiungere Santarcangelo di Romagna, da dove parte la “Strada Romagna”, l’arteria color vinaccia riferimento di tutto il percorso.

La cittadina, dal borgo storico ben conservato su cui s’impone la solida Rocca, è nota per molti aspetti, dalle rappresentazioni teatrali alla gastronomia ai numerosi monumenti. Senza dimenticare le antiche botteghe artigiane di tele stampate, il Museo etnografico e la particolarità delle oltre cento “grotte di Giove”, misteriose e antiche cavità tufacee scavate nel sottosuolo cittadino, probabilmente destinate alla conservazione del vino Sangiovese. La Strada conduce poi a Poggio Berni, in un territorio fossilifero ricco di palazzi e ville nobiliari, ma anche di mulini ad acqua, alcuni dei quali ancora funzionanti.

Da qui, sempre in direzione sud, sullo spartiacque tra le valli dell’Uso e del Marecchia, si raggiungono le vestigia storiche di Torriana, ricordi delle aspre battaglie dei tempi dei Malatesta, combattute anche nella vicina Montebello, suggestivo borgo medievale nella cui misteriosa Rocca si dice alberghi ancora il fantasma della figlia del feudatario. Curiosa, a Torriana, la fontana dell’Albero dell’acqua, voluta da Tonino Guerra, e interessanti il vicino santuario della Madonna di Saiano e l’Oasi faunistica di Torriana-Montebello. Da qui l’itinerario scende nella valle e si dirige verso Villa Verucchio.

Si risale in prossimità del convento di S. Francesco – con l’interessante chiesa e un cipresso alto 23 metri che si ritiene piantato dal Santo stesso – e si raggiunge lo sperone di roccia su cui sorge Verucchio, la “culla dei Malatesta”. Importante centro archeologico, sede di un interessante Museo civico , Verucchio mostra ancora l’antico borgo dominato dalla potente Rocca, dove la leggenda vuole che si consumasse la tragica storia d’amore di Paolo e Francesca. Da vedere le numerose chiese, tra cui la Collegiata e la pieve di S. Martino. Sul territorio, Sangiovese e Trebbiano si accompagnano ad una ricca cucina di terra e di mare. A Villa Verucchio si trova anche un attrezzato campo da golf con 18 buche.

L’itinerario ora ritorna verso nord-est, ricongiungendosi con la “Strada Romagna” e dirigendo verso Rimini, attraverso gli uliveti del colle di Covignano. Nel famoso capoluogo sono da vedere il ponte di Tiberio e l’arco di Augusto, memorie delle origini romane della città, il poderoso Castel Sismondo, il Tempio Malatestiano e le altre notevoli chiese cittadine, i bei palazzi e il Museo della città . Da assaporare la tipica cucina adriatica e le suggestioni legate a Federico Fellini, dal Grand hotel sulla marina ai migliori vini dei Colli di Rimini, detti appunto “I Felliniani”.

Dall’incrocio precedente, la Strada prosegue tenendo la “Strada Romagna” in direzione sudest fino a raggiungere la valle del Marano. Attraversato il torrente e toccata la pieve romanica di S. Salvatore, si raggiunge Coriano, terra di vini e di olio extravergine d’oliva. Qui si apprezza la storia nei resti dell’antico castello e la rigogliosa natura nel parco fluviale del Marano, ottimo per le attività “en plein air”. Da Coriano vi è la possibilità di scendere lungo la valle fino al mare di Riccione, rinomata località di villeggiatura, nota come “la perla verde della riviera”. Dal castello degli Agolanti ci si può ricollegare, risalendo verso monte, all’asse principale della Strada. In questo caso si attraversa il territorio di Misano Adriatico, altra rinomata località marittima nota per l’attrezzato porto turistico e per l’autodromo Santa Monica. Da questa variante del percorso si raggiunge il tranquillo centro di San Clemente*, terra d’eccellenza del Sangiovese e antico borgo fortificato di cui restano tracce delle mura, con la possibilità di arrivare fino al bel borgo castellano di San Savino.

Risalendo la valle del Marano, dal bivio della pieve di San Salvatore, ci si addentra nella valle del Conca attraverso il territorio di Montescudo. Dopo una sosta al museo etnografico di Valliano, si giunge al capoluogo, antico punto strategico difensivo, come attestano la Torre civica e i resti delle mura. L’agricoltura del territorio offre saporitissime patate e l’artigianato un’antica e consolidata tradizione di terrecotte. Da qui la Strada si biforca, proponendo una puntata alle suggestive grotte carsiche della Riserva naturale di Onferno, a ridosso dei confini marchigiani. Rimanendo invece sul crinale, si raggiunge in breve la vicina Montecolombo, altro borgo fortificato dei Malatesta, oggi immerso in una rigogliosa campagna segnata da vigneti e uliveti.

Dell’epoca della Signoria mantiene il centro storico medievale con la bella porta d’ingresso, la torre e le mura di cinta. In zona, grande la tradizione dei vasai e rilevante quella gastronomica, con trippa, strozzapreti e ottimi vini passiti. Attraverso gli abitati di Croce e Osteria Nuova si scende poi sul greto del fiume in direzione sud, per risalire verso Gemmano, località panoramica da cui si domina la pianura e le terre urbinati. Antico borgo fortificato, baluardo della linea Gotica, nel 1944 fu teatro di una furiosa battaglia fra Alleati e Tedeschi che comportò la sua quasi totale distruzione.

Da qui si lascia il crinale e si scende nella selvaggia valle del Ventena, per inerpicarsi poi fino a Montefiore Conca, “castrum inexpugnabile” con la possente Rocca Malatestiana di grande effetto panoramico. Vivace centro medievale, propone in tutte le stagioni numerose occasioni spettacolistiche e culturali, che trovano nella Rocca il loro scenario particolare. Vicino agli estesi uliveti, Montefiore è circondata dai castagneti più bassi d’Europa. Qui si possono apprezzare saporite castagne e un ottimo olio d’oliva, oltre a formaggi tipici e vini di ogni tipo.

Di spessore anche la tradizione artigiana, che vede botteghe di vasai, di falegnami e l’ultimo restauratore di calessi e carrozze. Da Montefiore si scende di nuovo e, verso nord, si raggiunge Morciano di Romagna, sulle rive del Conca, il maggior centro commerciale della vallata. Di antiche origini, sede di un’antica fiera fra le più note della Romagna, la cittadina propone lo stile liberty di alcuni palazzi e un bell’impianto urbanistico novecentesco. La Strada percorre poi, di nuovo sulla pedecollinare, le zone più meridionali della provincia e giunge a Saludecio, col borgo medievale ancora cinto da mura e bastioni con porte quattrocentesche. Sede di importanti rassegne estive, mostra diverse architetture d’interesse, come la parrocchiale di S. Biagio, una piccola cattedrale con l’interessante Museo di Saludecio e del Beato Amato .

Da non perdere, da queste parti, la tipica cucina con le erbe. Giusto un salto di pochi chilometri, ancora verso sud, ed ecco Mondaino, con la singolare piazza semicircolare e la Rocca Malatestiana, ancora circondate dalle antiche mura. Nella Rocca ha sede il Museo paleontologico e meritevoli sono i dipinti della parrocchiale di S. Michele Arcangelo. Nei dintorni, buona la produzione di formaggi. Non distante da qui, si raggiunge poi la splendida Montegridolfo, con l’antico nucleo fortificato ancora integro e sapientemente restaurato nella cornice delle colline coperte di viti e ulivi. Vi si accede dal cassero con torre del ’500 e sono da visitare le viuzze, le botteghe artigiane, le osterie, i palazzi del borgo ed il Museo della linea dei Goti. Interessanti il santuario della Beata Vergine delle Grazie e la chiesa di S. Rocco, con pregevoli opere pittoriche all’interno.

Ritornati a Saludecio, la Strada si avvia a concludere il suo tragitto scendendo verso il mare e toccando San Giovanni in Marignano, l’antico “granaio dei Malatesta”, collocato nella fertile piana della val Conca, terra di abbondanti e ottimi vini. Da qui alla costa ci sono davvero pochi chilometri e l’itinerario si chiude sulle spiagge di Cattolica, la porta sud degli oltre cento chilometri di stabilimenti balneari della riviera romagnola. L’itinerario del gusto riminese è stato sicuramente una bella e inattesa scoperta, a soli due passi dallo scintillìo della riviera più famosa del mondo.

Info:

www.strade.emilia-romagna.it

www.stradadeivinidirimini.it

 

 

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Pubblicato il 08/03/2015 — ultima modifica 08/03/2015
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